Savona pesca tutto, mentre i controlli di polizia sono aboliti
Protesta dell'ENPA.
GEAPRESS – Originari della provincia di Savona, i due pescatori sportivi tra … virgolette … (precisano all’ENPA) che hanno vinto il primo ed il secondo posto della gara nazionale indetta dal Club Azzurro di Napoli. Hanno pescato il maggiore numero di castagnole, pagelli ed altre piccoli animali di fondo. Quanto basta per fare inalberare la sede savonese della Protezione Animali, più volta intervenuta nel recuperare gabbiani ma anche altri animali, come i gatti (vedi articolo GeaPress) rimasti infilzati nelle esche uncinate abbandonate lungo le spiagge proprio dei pescatori sportivi.
Un demerito per la nostra provincia, sostengono gli animalisti, che nel porgere i “complimenti al contrario” ricordano altresì come il mar Mediterraneo stia morendo per troppa pesca. Prelievo sia professionale che di cosiddetta pesca sportiva. “Il 75% delle specie animali sono in netta riduzione ed il 25% in via di estinzione – afferma l’ENPA di Savona – eppure c’è ancora chi pesca per divertimento e chi, tra politici ed amministratori pubblici, glielo permette“.
Il caso più clamoroso di tali inopportune agevolazioni si è avuto nel momento in cui l’On.le Saverio Romano ha ricoperto, nello scorso Governo, il Dicastero delle Politiche Agricole e della Pesca.
Dal dicembre 2010, ricordano ancora dall’ENPA, era entrato in vigore l’obbligo di autocertificare l’attività di pesca sportiva ai fini del censimento richiesto dall’Unione Europea. Non erano neppure previste sanzioni, la segnalazione poteva essere effettuata anche via internet e c’erano 90 giorni di tempo per adempiere. Il pescatore sportivo o ricreativo che al momento del controllo non esibiva l’attestazione doveva sospendere l’attività di pesca ed effettuare entro 10 giorni la comunicazione, oppure presentare l’attestazione della comunicazione già effettuata. Eppure, nonostante la blanda regolamentazione, il Ministero ha sospeso la scorsa estate i controlli di polizia per chi pesca da terra, mentre chi pesca in mare non potrà essere controllati d’estate, tra il 15 giugno e il 15 settembre. Il tutto per semplificare le cose (vedi articolo GeaPress).
Si è tornati quindi alla totale liberalizzazione della pesca sportiva prima ancora di averla censita e disciplinata in modo più consono alla terribile situazione della fauna marina. L’ENPA denuncia lo sfruttamento delle risorse marine per puro svago; non sarà quindi possibile sapere quanti sono gli “sportivi” che, comunque numerosissimi, contribuiscono in modo sempre più massiccio alle stragi giornaliere compiute da una pesca professionale supertecnologica e micidiale; e che talvolta vendono illegalmente gli animali pescati a ristoranti compiacenti.
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ritengo l’Italia sempre più uno schifo soprattutto perchè la volontà della maggioranza dei cittadini ovvero quella di proteggere gli animali e di preservare i nostri mari è sempre più calpestata da politici ignoranti e che non ci rappresentano assolutamente….sono rammaricato e provo un senso di vomito rabbioso per come vanno le cose in Italia, per le vergognose leggi che abbiamo…mi fermo qui perchè mi frigge il sangue…
Riccardo, condivido le tue considerazioni e il tuo stato d’animo!!!
Il problema è che la politica non guarda all’interesse generale, che va oltre l’ambito nazionale ma di fatto in materia di fauna è spesso anche internazionale. Qual è? Ovviamente la tutela, la conservazione e perché no anche il miglioramento degli habitat e degli ecosistemi. No, la politica guarda agli interessi di specifiche categorie e il grosso errore avviene anche perché in Italia, attività come caccia e pesca, pur nella loro fattibilità, di fatto non dipendono e non sono subordinati al sistema ambiente, come invece dovrebbero essere. E si guardano bene dal cambiare le cose. Prima deve venire la tutela e poi le attività consentite, come caccia e pesca. Tesserare i pescatori sportivi in acque marine è sacrosanto, esattamente come avviene per le acque dolci. Non è complesso e consente quanto meno di avere anche dati più chiari e un monitoraggio più costante. Controllare soprattutto d’estate è poi doveroso.
addossate la terribile situazione della fauna marina ai pescatori con la canna????? Perfettamente in linea col Governo, che fa pagare ai cittadini debiti non contratti………. bravissimi…
La carne non si può mangiare, il pesce nemmeno ciò che proviene dallo ” sfruttamento ” animale neppure e allora chiedo:
a chi non va la verdura deve morire di fame?
O’ Giulio! ancora con ‘sta storia????
il che vuol dire che non ha letto una riga che è una sull’alimentazione vegana, di cui le abbiamo date sommarie indicazioni personali in altri post, nonchè suggerimenti di siti vegan, nonchè tentativo di disegnini su cosa vuo ldire sfruttamento (quindi pregasi evitare il reiterato mantra ” ma se ho una mucca che fa il latte perchè c’è sfruttamento?)…….eddai che un po’ lo sa, a forza di dirglielo qui, che i vegan non mangiano solo verdura! io personalmente quasi niente, pensa un po’ te….e son viva e vegeta! che roba strana eh? e pensi lei che sono un essere umano come tutti……mah…..chissà come faccio, cosa mangio nel mio essere vegan….che mistero insondabile!
VADA A LEGGGERSI COSA VUOL DIRE VEGAN!!! una buona volta! ecchecavolo!.
Così magari scopre che ci sono fior di pietanze non marziane, materie prime che esistono dai tempi di matusalemme, risotranti, take away vegani…….ohhhhh, anche questi???ma va? eh sì, pensa te che roba………dai, non stia qui a perdere tempo con le solite domande, e si informi un pochetto….magari scopre che la cucina vegana le piace pure…..
ciao giulio sono mesi che commenti..prova a eliminare la carne e il pesce.magari poi ti rendi conto che sia fisicamente che mentalmente ne trai soddisfazione.non ti costa nulla e ti accorgi come e’ semplice poter rinunciare, ad avere nel tuo piatto dolore e paura!!!!!
“ciao giulio sono mesi che commenti..prova a eliminare la carne e il pesce.magari poi ti rendi conto che sia fisicamente che mentalmente ne trai soddisfazione”……….
Ma vuoi mettere la soddisfazione di una linguina all’astice?Di uno spaghetto cozze,vongole e pecorino?Un ragù di beccacce e tordi?Una bistecchina alla fiorentina?
O di un coniglio alla “cacciatora”(piatto tipico isolano) con relativi bucatini? Scusate….forse viviamo su due pianeti diversi,ma a questi piaceri finquando non me li vieteranno come è successo per i “beccafichi arrosto” non ci rinuncio!Pero’se vedo un leone mangiare erba…..forse cambierò anche il mio stile alimentare!!!
Ecco, cacciatore ischitano: per voi quelle sono “le soddisfazioni”… quelli sono “i piaceri”. Hai ragione, viviamo su due pianeti diversi: perchè per noi il dolore e la paura di altri esseri viventi non potranno essere mai associati alla nostra “soddisfazione” e al nostro “piacere”.
Dici che (forse) cambierai il tuo stile alimentare se vedrai un leone che mangia erba…be allora io forse cambierò idea sulla caccia che praticate voi cacciatori, quando vedrò un leone che va a caccia con il fucile, per divertimento.
O Anna Margherita, io ci sono andato a vedere le pietanze vegane e, checchè lei ne dica, alimentarsi in quel modo senza legumi, verdura ecc.. la vedo molto dura…
Le ricette sono TUTTE a base di verdura e legumi.
Del resto se si toglie tutto ciò che, direttamente o meno, proviene dal mondo animale non è che rimanga molto.
Resto del mio parere e cioè che tutto ha un limite, limite che, se superato, porta ad una visione distorta di tutto ciò che ci circonda.
Compreso l’ amore per gli animali.
Per ” loro ” come ama definirli lei..
Bravo Giulio, apprezzo la buona volontà….certo che le ricette vegane sono fatte con verdure, soia, lenticchie, germe di grano, kamut, farro, muscolo di grano……cereali verdure e legumi …..e quindi? ho detto che non mangio verdure pensando si riferisse all’insalata e stop…….cmq il cibo per me è buono e salutare nel momento in cui la sua provenienza non ha comportato sfruttamento, dolore e morte. Stanno bene “loro” (“loro” certo, sono soggetti, non oggetti) sto bene io……e quindi, mi pare, altro non c’è da dire.
Per quanto riguarda il Bene per gli altri, umani o non umani, non mi sono mai posta il problema del limite in riferimento ad una dimensione del sentire, che invece vedo le appartiene come orizzonte di vita. Peccato.
saluti.
Mi spiace, sig.ra Margherita, che non abbia ben capito il discorso sul ” limite “.
Senz’ altro non mi sono spiegato bene, altrimenti non avrebbe messo quel suo ultimo commento..
Cordialità
allora, se vuole, mi illumini sul “limite” del sentire, o del percepire, o del vivere, o della coerenza, da lei inteso, sig. Giluio. La ascolto.
Purtroppo non sono mai stato un buon dalettico ma ci provo.
Per esempio, tempo fa, ci fu un fatto tragico e cioè l’ uccisione di un elefante, tenuto in cattività, dopo che era impazzito uccidendo due persone.
A prescindere, come diceva il grande Totò, della prigionia dell’ animale, ove siamo tutti d’ accordo che non va bene, ciò che mi colpì furono le sperticate lamentele per l’ uccisione del pachiderma mentre per la morte dei due inservienti, uccisi, nessun rimpianto.
Loro non erano i colpevoli della detenzione, forzata sicuramente, della bestia ma semplici lavoranti.
Ebbene, sig. ra Margherita, chiesi del perchè tanto dolore per l’ animale e nessuna parola per quei due disgraziati.
La risposta, l’ unica, che ebbi fu ” Non dico di aver rammarico per qualcuno quando in realtà non ne provo “..
E no, a prescindere si vince facile, sig Giulio, non funziona così.
Non si può prescindere da un bel nulla quando si tratta di vite altrui senza il benchè minimo diritto riconosciuto. Perchè significa, altrimenti, non assumersi o non riconoscere nessuna delle responsabilità umane, cause del dramma, umano e non umano.
La fine dell’elefante è ingiusta e ignobile e non può non toccare l’animo di tutti, sapendo, riconoscendo e non mettendo nel “a prescindere” la vita di galera che ha fatto, i sorprusi subiti, le violenze psicologiche subite per tutta la vita, fisiche non so.
Da tutto ciò non si può prescindere, perchè la pazzia dell’animale, evitabile in natura, da tutto ciò deriva, e il suo gesto finale, alla fine della sua vita, decretate arbitrariamente, l’una e l’altra, dall’uomo, era evitabilissimo.
detto altrimenti. Non c’è una scala gerarchica della morte, ma delle cause che l’hanno prodotta sì, e da queste non si può prescindere, laddove le cause portano con sè violenza e negazione di diritti . Dimensioni, queste ultime, che permettono alla ragione di veicolare il sentire di ognuno, che può racchiudere rispetto, compassione o empatia, verso tutti i coinvolti, non sovrapponendo le dimensioni del sentire in un calderone che elude la drammatica, violenta, assurda realtà originaria dei fatti.
E quindi mi pare di capire che il suo “a prescindere” fa coppia con il limite che lei adduce, dato il primo termine, si giustifica il secondo. Non funziona così, non può funzionare così, per i motivi che sopra ho detto.
E con questo il divario delle nostre percezioni mi pare chiarito.
saluti.
Di tutto quanto ha scritto sopra, Margherita, non posso non essere d’ accordo ma, mi scusi, il problema, meglio l’ argomento, era un altro.
Quello che, secondo me, non è andato è stato il fatto di non aver sentito, in tutti i commenti scritti, una parola per quei due disgraziati morti schiacciati.
Ora gliene dico un’ altra..
io non so se ha la possibilità o meno di poter leggere ” La Nazione “, un giornale toscano dove, proprio oggi, in una lettera al direttore un lettore, parlando di vivisezione, usanza alla quale anch’ io sono contrario ma non a priori, asseriva che, pittosto di usare un medicinale testato efficacemente su animali, avrebbe preferito non solo morire lui ma avrebbe fatto morire i suoi figli, i suoi familiari, amici e chiunque insomma.
Come si può essere d’ accordo con qualcuno che preferisce la vita di un animale a quella dei suoi figli?
Mi dispiace ma io, per ora, preferisco la vita di una persona ( magari non proprio tutte.. ) a quella di un animale..
Cordialità.
Terrò l’ articolo, con relativa risposta, e lo copierò pari pari per farglielo leggere.
ciao giulio,vedo che il mio commento ti e’ rimasto impresso…Non dico di aver rammarico per qualcuno quando in realtà non ne provo “….ho sempre scritto che sono antispecista e non animalista.e credimi tante volte ho pure da discutere con amici,per il semplice fatto che molti umani sfortunati,li rispetto come e’ giusto che vengano rispettati…..nessuna persona che rispetta gli animali ti farebbe quel lavoro…sono disoccupata e mesi fa il lavoro (con le agenzie) mi era stato proposto.dovevo assemblare inserti per dispositivi utili per stirare le pelli di daino ecc…il secondo giorno me ne sono andata!!!! mi reputo coerente con il mio pensiero, e quindi pure le azioni contano!!!!!!
Le persone come Giulio, dovrebbero capire che qui siamo in un sito che si occupano di diritti DEGLI ANIMALI, in sostanza il tema sono gli animali e l’ambiente, per cui è del tutto normale che se una notizia su questo sito descrive la situazione di un animale seviziato che impazzisce e uccide due persone, i post siano rivolti a commentare la situazione e la sorte dell’ animale, più che quella della due persone… proprio perchè, ripeto, questo è un sito che si occupa di diritti degli animali.
Il fatto è che le persone come Giulio (un cacciatore), vengono qui, su un sito che mal si concilia con le loro ‘passioni’, allo scopo di criticare e impartire lezioni a ‘noi animalisti’… e spesso si spingono fin quasi al punto di pretendere (non si sa sulla base di cosa) i comportamenti e i commenti che LORO ritengono più appropriati.
Quanto alla lettera sulla Nazione, è probabile che il sig. Giulio, nuovamente, non abbia colto i termini della questione, poichè dubito che l’autore della lettera abbia scritto che “preferisce la vita di un animale a quella dei suoi figli”. Più verosimilmente, in genere, si tratta piuttosto di rifiutare certi tipi di ‘classifiche’ che spinte all’estremo portano ad aberrazioni di cui le persone come Giulio, evidentemente non colgono la portata.
@giulio
le rispondo ancora , poi ci diamo un taglio però, perchè tirare per la giacchetta il raziocionio, il sentire e il foro interno di ognuno, soprattutto nostro, porta solo a un reiterare gli stessi concetti in salsa diversa.
l’azione di proporre il pensiero di una sola persona e di cosa fa nella sua vita, nella fattispecie il lettore della nazione, non c’entra assolutamente nulla col discorso ad ampio raggio dei diritti alla vita e alla non sofferenza dei non umani, che in questo sito si affronta,, come ben ha sottolineato Gipo.
siamo contro la vivisezione, e tanto basta. il lettore della Nazione pure.
L’uso che fa nella sua vita privata, il signore, del proprio sentire verso i non umani, è un suo comportamento privato che lo porrà di fronte alla propria coscienza, alle proprie scelte, assumendosene le responsabilità. il processo ai casi estremi, posti come ipotesi dal lettore, non hanno senso in una ambito generale di discussione sui diritti dei non umani. ci può fare un dibattito filosofico, può porre in essere una teoria, ma non è questo il luogo.
per quanto riguarda (ancora) i due inservienti morti, le suggerisco di rileggere il mio commento nella parte finale. lì c’è la risposta che lei dice di non aver letto da nessuna parte. meglio di così non sono in grado di scriverlo. o forse in due parole potrei dirle, per semplificarle la vita: ad ognuno dei coinvolti nella vicenda, umani e non umani, viene veicolato il giusto sentire, laddove la ragione può contare sulla presa di coscienza dellla realtà dei fatti. ergo, ad ognuno dei coinvolti va il nostro sentire, ma sulla base di un giusto indirizzo dello stesso.E quindi ci sarà la compassione o l’ empatia per una parte e il rispetto per l’altra. Di quali parti si tratti, spetta al foro interno di ognuno il compito.
Una considerazione personale.
reitero il pensiero di Gipo.
venire qui a fare il processo su singole dichiarazaioni, mi scusi, ma lascia il tempo che trova e nonserve assolutamente a nulla di costruttivo. Qui si parla di diritti per i non umani, si parla delle violenze che ogni giorno, ogni ora i non umani subiscono in maniera aberrante per mano dei nostri simili. Si parla delle nostre azioni in loro difesa e delle battaglie culturali che sono necessarie per riconoscere i loro diritti di natura.
Tutto il resto è un gorgo di parole pour parler, alla stessa stregua dell’inutilità dei commenti a difesa della caccia da parte sua e dei suoi amici. Nella sostanza non dicono nulla e a nulla portano di costruttivo e buono per nessuno, in questo caso “loro”, come, nella sostanza dei diritti dei non umani, i casi da lei riporatati del suo conoscente, e del lettore della nazione non portano a nulla, non servono a nulla se non aprire un processo sulla gestione personale, privata, interna del loro essere animalisti. Il che esula, non tanto e non solo, dallo scopo di questo sito.
e qui la chiudiamo.
saluti.
@ Gipo
” ..Il fatto è che le persone come Giulio (un cacciatore), vengono qui, su un sito che mal si concilia con le loro ‘passioni’, allo scopo di criticare e impartire lezioni a ‘noi animalisti’… e spesso si spingono fin quasi al punto di pretendere (non si sa sulla base di cosa) i comportamenti e i commenti che LORO ritengono più appropriati.. ”
Mi dica pure quando io ho dato l’ impressione di ” criticare ” un vostro commento.
Magari il verbo più adatto sarebbe stato ” commentare “.
In quanto alle pretese, lasci stare per favore, non è proprio il caso.
Ringrazio la sig. a Margherita per aver ” perso ” tempo con un cacciatore e per le sue risposte.
E complimenti anche a Elena per la sua coerenza, che ha preferito ad un posto di lavoro, e che ringrazio per avermi dato del tu..
@Giulio
Sta spaccando il capello il quattro: “criticare” e “commentare” (in senso negativo), hanno lo stesso sognificato. Se uno scrive che quello che secondo lui “non va bene è non aver sentito, in tutti i commenti scritti, una parola per quei due disgraziati morti schiacciati”, non è forse questa una critica ai commenti (o un commento in senso negativo, che dir si voglia) letti?
Sia ben chiaro, lei ha tutto il diritto di criticare quanto vuole, per carità… salvo dire poi che non sta criticando.
Come già detto questo è un sito che affronta la tematica dei diritti (spesso ignorati, non di rado anche dai cacciatori!) degli animali, ed in conseguenza di ciò è del tutto normale che davanti alla notiza di un animale tenuto in cattività che impazzisce e fa delle vittime, l’attenzione sia QUI concentrata sulla vittima animale piuttosto che che sulle vittime umane. Il suo far(ci) la morare sul fatto che qui non ha letto commenti che si dispiacevano per le vittime umane è strumentale e artato.
Se decido di rispondere o scrivere una prima volta e cerco di farlo, con i mezzi che ho, nel modo più esauriente e chiaro possibile, ci sta, non mi tiro indietro. Anche una seconda, se c’è un dubbio reciproco di comprensione. Quindi nessun grazie.
E’ il rimescolare e allungare la minestra, sempre la stessa, che ritengo inutile, laddove percepisco l’incancrenirsi della posizione altrui per sterilità di visione e/o sentire nonchè, talvolta o spesso a seconda, per l’uso strumentale e fuorviante del pensiero altrui, già sottolineato in precedenza.
ciao giulio,perche’ non devo darti del tu? sono mesi che commento. e’ tantissimi tuoi colleghi si sono veramente presentati come grandi arroganti….credimi mi sarebbe piaciuto molto poterli imbavagliare e sparargli con proiettili di gomma non letali, ma cha fanno male!!!!leggo che tu almeno provi a “comunicare” e non aggredire…pero’ giulio dobbiamo pure ammettere, che quando mi elimini una creatura,non penso proprio tu gli chiedi scusa!!!!
Oh bella.. m’ hanno censurato un post tranquillo tranquillo..
Almeno sapessi quale metro dovrei usare perchè ciò non avvenga.
X Giulio, io ho rinunciato a capirlo il metro. Forse dipende dall’umore.
Già dove esiste censura significa che le cose non vanno proprio benissimo..
Verrebbe da pensare che si leva ciò che può dar noia, proprio come in un clima dittatoriale.
Che senso ha togliere una riscontro specie se educato e inerente all’ argomento trattato?
ciao giulio..scrivo spesso sui “vostri siti”.non e’ mai partito un mio commento, che ci sia un clima dittatoriale pure sui vostri siti?ma non prendertela e riprova!!!!!
Certe persone non si rendono conto che è alquanto pretenzioso andare in casa d’altri e pretendere di dire quel che gli pare, come gli pare, quando gli pare.
Il padrone di casa, proprio perchè questa è tutto sommato ‘casa sua’, ha tutto il diritto di decidere secondo il proprio giudizio cosa pubblicare e cosa no; e proprio in quanto ‘casa sua’ non ha l’obbligo di renderne conto a nessuno. Questo vale per geapress (qui), come per noi (a casa nostra o sui nostri siti). Dovremmo esser grati per i messaggi che (ci) vengono pubblicati, non incaxxarci per quelli che (ci) vengono bloccati.
Infine, lasciamo stare i climi dittatoriali: nessuno obbliga qualcuno a star qui, e chi si sente ‘oppresso’ ha tutto il diritto, la possibilità e i mezzi per dire quel che vuole dire attraverso le mille opportunità che il web gli offre; ecco la differenza con i regimi (o climi) dittatoriali.
ricordatevi che non si possono mettere link.
e cmq è capitato a tutti di non vedere pubblicati i commenti. una ragione valida c’è sempre, e non è censura tout court. almeno questa è la mia esperienza qua sopra.
Io ci riprovo a scrivere un post censurato:
tempo fa leggendo un commento di una persona che asseriva che i cacciatori cambiano cani come vestiti, mi permisi di scrivere che un cacciatore, in Toscana, era morto per tentare di salvare il suo cane caduto in un fiume in piena.
Tutto lì..
Non è giusto, secondo me, anzi, addirittura sciocco non dare adito a pensieri di chi ha un parere discordante dal proprio.
Io, cacciatore, vado sui siti caccia per sentire ciò che so già?
Vado in un sito animalista per farmi un’ idea, discutendo, di ciò che pensano, veramente, gli altri.
E devo dire che avevo ragione perchè un’ idea me la sono veramente fatta.
Non sono stato ben chiaro: GETTANDOSI in un fiume in piena per tentare di salvare il suo cane che vi era caduto dentro..
ciao giulio.hai impostato un commento, che tutto sommato te lo posso pure condividere.ci stanno cacciatori e cacciatori..e ci stanno animalisti e animalisti….la caccia accomuna la “vostra passione”ma non e’ detto che ragioniate tutti nella stessa maniera….e lo stesso riguarda gli animalisti.ci accomuna “il desiderio”di vedere rispettati i diritti che vengano negati agli animali….non puoi essere presuntuoso di pensare animalisti=prodotti in serie…….
per Giulio: mamma mia che notiziona, veramente unica direi. Ma il cane che fine ha fatto? Quanto valeva? Si è potuto rivendere?
La notizia sei tu Carlotta..
In questo caso, non offenderti mi è molro difficile Carlotta ma tralascio per educazione.