GEAPRESS – Continua l’opera di sensibilizzazione dell’ENPA di Savona nei confronti della cosiddetta fauna minore. Se poi si tratta di quella marina, è ancor di più minore. Praticamente nulla, o quasi, anche per gli empatici degli animali, ovvero chi si affeziona ad un cagnolino o gattino non riuscendo a vedere negli occhi di un …. granchio! Eppure, per l’ENPA di Savona, anche loro hanno diritto alla vita ed invece ne muoiono a milioni. Ben dodici, di milioni, ogni anno distrutti nei soli 80 chilometri di costa della provincia savonese e solo nei mesi estivi.

Ad essere perseguitati da turisti armati di canne, fiocine ed arpioni o semplici coltelli, sono ben nove milioni e mezzo tra mitili, granchi, patelle, lumache di mare e stelle marine. Ci sono poi due milioni di donzelle, cefali, rombi, triglie ed altri pesci che vivono o si avvicinano alla costa e finiscono traditi dalla lenza dei pescatori. Trafitti dai subacquei, sono invece mezzo milione tra cernie, corvine, murene, sarachi, spigole emolte altre specie ancora.

L’ENPA ha affrontato tale problema con un vero e proprio studio (scarica qui studio fauna marina minore) ed invita ora chi si dedica a questo tipo di pesca a rispettare il mare, lasciando innanzi tutto in pace i suoi abitanti. Ai prelievi fai da te dei mesi estivi, dicono all’ENPA, si devono poi aggiungere quelli costanti dei pescatori sportivi e la stessa pesca professionale. Un carico non sopportabile del mare al quale, anche di recente, l’ENPA savonese ha fatto riferimento criticando le scelte poco sostenibili della cosiddetta pesca alternativa o del “pesce ritrovato” (vedi articolo GeaPress).

Perchè, dicono all’ENPA, non promuovere un turismo basato sull’osservazione degli animali marini. Barche con fondo di vetro, mezzi semisommergibili, oppure persone armate, ma solo di maschera e boccaglio? 
 
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