GEAPRESS – Non gridate ora al terrore squalo. Anzi, lo squalo verdesca di circa due metri di lunghezza che ieri, prima di morire, ha morso un ricercatore che lo stava soccorrendo, era molto probabilmente ferito. Di questo ne sono convinti all’Area Marina Protetta di Villasimìus, nei pressi della quale è avvenuto l’incidente. Un grosso amo o un palamito, potrebbe aver ferito l’animale quando è stato rinvenuto, semisommerso nei pressi della riva di Castiadias, in provincia di Cagliari.

Il caso ha voluto che nei pressi si trovasse Giorgio Zara, un collaboratore della Rete Regionale di conservazione della Fauna Marina. Un’istituzione alla quale partecipano due parchi nazionali e cinque aree marine protette e che ha tra i suoi compiti il monitoraggio e la salvaguardia delle coste sarde e della biodiversità marina. L’animale ha avuto, quindi, come un sussulto afferrando ad una tibia il ricercatore, subito soccorso. Ne avrà per venti giorni.

Giorgio Zara è, comunque, riuscito a provocare la reimmersione dell’animale che in qualche maniera ha riguadagnato il largo. Circa due ore dopo, però, è stato rinvenuto poco più a nord. A ritrovarlo la Guardia Costiera ed il Corpo Forestale della Regione Sardegna. Questa volta l’animale era completamente spiaggiato e privo di vita.

Il timore dei ricercatori è che ora si possa gridare al terrore squalo. “In realtà – riferisce a GeaPress il dott. Bruno Paliaga, Direttore dell’Area Marina Protetta di Villasimius – è proprio lo squalo ad avere bisogno di protezione“. La verdesca, infatti, è una delle specie di squalo a rischio estinzione. Le tecniche di pesca sempre più invadenti, oltre che le vecchie abitudini alimentari, ne hanno falcidiato le popolazioni. Nei contatti uomo-verdesca, chi ne è uscito perdente è sempre la seconda.

Una curiosità. I maschi delle verdesche, un tempo molto comuni in tutto il Mediterraneo ed in specie nel mar Adriatico, usano mordere violentemente la loro compagna durante gli accoppiamenti. Per questo le femmine hanno la pelle del dorso spessa fino a tre volte quella delle altre parti del corpo.

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