GEAPRESS – Dal mare alla grande distribuzione, fino al commercio al minuto e agli esercizi commerciali del settore della ristorazione. Tutto sotto il mirino dell’Ufficio circondariale di Sanremo che, coordinato dalla Capitaneria di Porto di Imperia, ha messo in campo, nell’intero mese di maggio, un complesso sistema di controlli nella filiera della pesca.

Ad essere rintracciato pure il pesce pangasio, proveniente dal fiume Mekong e l’anguilla secca cinese. Sarebbero stati poi venduti come altro tipo di pesce, ma con un valore di mercato sensibilmente più alto.

103 controlli che hanno riguardato, in una prima fase, la fornitura illegale ad esercizi commerciali compiacenti. Pesce prelevato da diportisti, ovvero i cosiddetti pescasportivi. Pesce illegale e privo di ogni controllo sanitario.

Poi i controlli provenienti dalla pesca professionale, per finire ad un noto esercizio commerciale di Sanremo specializzato nella vendita di prodotti orientali. Quest’ultimo intervento è avvenuto sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Sanremo a seguito dei controlli esercitati dall’Ufficio Circondariale marittimo della stessa città. Il reato ipotizzato è quello di frode in commercio. Un primo controllo di circa 40 kg di pesce congelato, si e’ subito allargato fino a coinvolgere la provincia di Milano. Intervento congiuntamente alla Direzione Marittima di Genova.

In tutto quasi diciotto tonnellate. Questo il quantitativo del sequestro che ne e’ scaturito. Pescato venduto illegalmente attribuendo, secondo la Capitaneria di Porto, nomi di pesci locali a quelli che in realtà erano stato pescati nel sud est asiatico.

Il rappresentante legale di una società di import-export, è stato per questo deferito all’autorità giudiziaria per violazione dall’articolo 515 del codice penale. Frode nell’esercizio del commercio.
Tutte le partite di pesce sequestrato sono ora sottoposte ad analisi dall’Asl di Milano 1 – Rho, che dovrà ora accertare l’idoneità al consumo umano nonché l’effettiva provenienza oltre che le specie di appartenenza. Tra le specie finora rintracciate, su un totale di 103 controlli, c’è anguilla, squalo, gamberetto, alice, pesce castagna, ombrina, tonno rosso, pangasio, salmone, orata. L’ammontare delle sanzioni amministrative è pari a 4,232 euro, più una notizia di reato per la frode in commercio. Il valore del sequestro è stimato, all’ingrosso, in circa 120.000 euro. Al dettaglio si sarebbe quadruplicato.

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