GEAPRESS – Improvviso cambiamento nella segnaletica stradale di Roma. Tanti cartelli stradali che conducono in qualche maniera al Ministero dell’Ambiente ma con una strana scritta. “Carloforte” 574. Poi un sito internet, ovvero quello dedicato da Animal Equality alla tonnara Carloforte ed il video che gli animalisti sono riusciti a girare. 574, invece, sono i chilometri che separano il Ministero da Carloforte. Una distanza, dicono da Animal Equality che non può tacere un problema celato e dimenticato.

Animal Equality ha voluto evidenziare provocatoriamente al Ministero le proprie responsabilità etiche, educative e legislative nel permettere la pesca del tonno rosso ed eventi tragici come la specifica mattanza esposta dall’organizzazione. Già nel 2010, ricordano da Animal Equality, il Ministero affermava pubblicamente coma la pesca di quest’animale andava fermata dichiarando di volersi impegnare in tal senso. Secondo gli animalisti nulla è stato poi fatto, tanto meno con alla base un aspetto fondamentale: i tonni (come qualsiasi altro pesce), secondo attenti studi scientifici, sono provvisti di un sistema nervoso molto sviluppato, sono individui e provano le stesse sensazioni, la stessa sofferenza di qualsiasi altro animale, essere umano incluso. La pratica della pesca e nello specifico la cruenta ‘tradizione’ di Carloforte andrebbero fermate immediatamente ed abolite poiché la crudeltà che viene esposta è evidente, tangibile.

I cartelli stradali richiamano ancora una volta lo scioccante video girato in Sardegna proprio nella tonnara Carloforte e ripreso nel sito del gruppo animalista www.lamattanzadeitonni.org. Immagini diffuse nei giorni scorsi dal quotidiano La Repubblica e riprese anche da numerosi organi di informazione esteri. In realtà quello che le immagini mostrano e la normalità di una tonnara, fatta di sangue, arpioni e (secondo alcuni) “passione”… Nelle tonnare, fino a non molto tempo addietro, erano ammessi i turisti a pagamento. Poi qualcuno si disturbò del materiale fotografico e lo “spettacolo” venne concesso solo agli addetti ai lavori.

La tonnara, in effetti, è un metodo di cattura efficace quanto crudele. Un lungo sistema di reti viene disposto in maniera tale da bloccare la migrazioni dei tonni. L’ultima rete, dove i pesci si ritrovano bloccati nei disperati tentativi di fuga, viene gradatamente sollevata nelle imbarcazioni ed i tonni arpionati. Il tonno si difende, continua caparbiamente a cercare una via di fuga, ma gli arpioni lo trafiggono ovunque. Qualsiasi punto utile ad issarlo in barca. Occhi, branchie, coda o ventre. Buona parte del pescato va poi all’estero. Giappone in maniera particolare. Vedere (ma solo per chi ha stomaco forte) per giudicare.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati