squalo elefante
GEAPRESS – Quasi 700 chilogrammi di carne di squalo elefante che sarebbero stati spacciati per squalo manzo. Il tutto era già pronto per essere immesso nel mercato.

I 680 chilogrammi di squalo elefante sono stati scoperti presso il Centro Agro Alimentare di Guidonia Montecelio (Roma), nel corso dell’operazione congiunta effettuata dal personale del Corpo forestale dello Stato del Servizio CITES Centrale di Roma e dal personale del Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima del Lazio nell’ambito di controlli nel settore della pesca e della sicurezza agroalimentare.

Lo squalo Elefante (Cethorinus maximus), ricorda il Corpo Forestale dello Stato è una specie  protetta dalla Convenzione di Washington (Appendice II). Il commercio, al di là della frode, sarebbe comunque stato del tutto illegale. Dai controlli effettuati dalla Forestale e dalla Capitaneria di Porto, si sarebbe evidenziato come i diversi tranci di carne di squalo, riportavano la dicitura di “carne di squalo di manzo”. Questo sia nei documenti contabili che su quelli di trasporto.

Il personale intervenuto ha immediatamente posto sotto sequestro l’intera partita di pesce e ha provveduto a denunciare sia il rivenditore, che la ditta che aveva pescato lo squalo. Le ipotesi di reato sono la frode in commercio e commercio illegale di specie tutelate dalla Convenzione di Washington (CITES).

Secondo il Corpo forestale dello Stato, il fenomeno della vendita illegale degli squali è in crescita. Al fine di prevenire gli illeciti il Corpo forestale dello Stato e la Guardia Costiera, stanno da tempo eseguendo controlli anche alla luce della recente introduzione di altre specie ittiche nell’ambito della Convenzione di Washington, come ad esempio l’anguilla europea e le altre specie di squali che, a breve, entreranno nella lista delle specie protette.
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