GEAPRESS – Novellame, tonni, ricci, le razzie dei bracconieri di mare non hanno sosta ma per fortuna non si fermano neanche le attività di controllo che solo negli ultimi tre giorni hanno bloccato numerosi pescatori intenti a depredare il mare.

Nelle prime ore della mattinata di ieri i militari delle Delegazioni di Spiaggia di Bianco e Melito Porto Salvo, durante un normale controllo preventivo mirato a prevenire proprio la pesca abusiva di novellame, hanno fermato due autovetture sospette provenienti dalla spiaggia di Spropoli (RC). Dalla perquisizione delle auto sono stati rinvenuti, occultati nei bagagli, alcuni secchi pieni di novellame di sardina, che in totale ammontava ad un quintale di peso. I due autori del fatto sono stati identificati e deferiti alla Procura della Repubblica di Locri, e l’intero pescato posto sotto sequestro.

La Guardia Costiera di Reggio Calabria sottolinea che non solo è vietata la pesca di novellame ma ne è vietata anche la sola detenzione. L’indiscriminato sfruttamento del novellame di sarda è da tempo vietato dalla normativa comunitaria. Lo scorso anno alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, avevano ottenuto alcune deroghe che ne consentivano la pesca ad alcuni pescherecci, sebbene solo per alcuni periodi dell’anno, erano stati autorizzati dal Ministero delle Politiche agricole e forestali alla pesca del cosiddetto “bianchetto”. Quest’anno, tali deroghe non sono state rilasciate, quindi la pesca del novellame di sarda rimane interdetta sia a livello comunitario che a livello nazionale.

In Sicilia, invece, i Carabinieri della motovedetta del Reparto territoriale di Gela (CL) hanno sorpreso tre pescatori mentre scaricavano il ricco bottino della appena terminata battuta di pesca: due grossi tonni pinna gialla del peso complessivo  di 140 chili, 40 kg di novellame, tre palamite e un pesce spada. I militari verificata l’irregolarità dell’attività di pesca hanno provveduto al sequestro sia del pescato che degli attrezzi illegali usati. I tre pescatori di frodo, infatti, avevano usato un palangaro con ben 600 ami, 400 in più dei 200 previsti dalla legge.

Stamattina, invece, a Cinisi in provincia di Palermo, i Carabinieri della hanno denunciato un 31enne perché sorpreso a praticare pesca subacquea in zona interdetta ovvero nello specchio di mare antistante l’aeroporto Falcone e Borsellino. Al giovane, oltre ad essere stati sequestrati i mezzi di pesca, è stata elevata una sanzione di euro 2.065,00. L’intervento odierno dei militari è solo l’ultimo di una lunga serie che hanno interessato gli stessi luoghi (vedi articolo GeaPress).

Mille ricci, erano invece il pescato di alcuni pescatori palermitani beccati dalla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo (TP), che durante i controlli sul lungomare “Quarara” hanno individuato due piccole imbarcazioni in attività di pesca con mezzi illegali. I ricci, ancora vivi, sono stati restituiti alle acque del mare. Ai pescatori è toccato, invece, il sequestro degli attrezzi per la pesca nonché le relative sanzioni amministrative. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).