pesce spada giovani
GEAPRESS – Secondo l’ONG Oceana l’Unione Europea e i paesi mediterranei devono impegnarsi nel recupero di un importate stock sovrapescato di Pesce spada che apparirebbe ora ridotto a un terzo rispetto alle  reali dimensioni del prelievo di soli trenta anni

La quota  già pescata e che continuerebbe a non essere considerata dall’Unione Europea, parrebbe riferibile in buona parte all’Italia. Si tratterebbe, in questo caso, di un periodo di 20 anni che, secondo una ricerca recentemente pubblicata dall’Institute of Marine Science del Consiglio delle Ricerche Spagnolo con sede a Barcellona, non risulterebbe tra i dati del nostro paese. In tal maniera il pescato di Pesca spada non considerato, ammonterebbe a circa 41.000 tonnellate, pari ad un valore annuo di 25 milioni di euro. In pratica, riferisce sempre Oceana, mancherebbe all’appello un’aliquota del 15% sul totale finora prelevato.
L’ONG richiama il fatto che il pesce spada del Mediterraneo è soggetto a una grave minaccia nel caso la pesca illegale non venisse contrastata e le catture non regolamentate in misura da consentirne il recupero.

I dati scientifici parlano chiaro, la situazione per il pesce spada del Mediterraneo è pessima e non si vedono segni di miglioramento”, dichiara Lasse Gustavsson, Direttore Esecutivo di Oceana in Europa. “Diversamente dallo stock dell’Atlantico che è gestito, il pesce spada del Mediterraneo soffre di persistente sovrapesca, di pesca illegale e di una seria mancanza di volontà politica di affrontare il problema. Ci aspettiamo di più dall’Unione Europea, il principale colpevole del depauperamento di questa risorsa, specialmente considerando che l’UE è obbligata e impegnata ad assicurare che la pesca sia sostenibile entro il 2020”.

Per Oceana lo stock del pesce spada del Mediterraneo ha subito un declino di circa due terzi a partire dagli anni ’80 e nel 2013 sono state riportate le più basse catture mai registrate. Inoltre il 72% delle catture dichiarate sono giovanili – ovvero individui che non hanno mai avuto l’opportunità di riprodursi – pregiudicando ulteriormente il recupero di questo stock fortemente sovrapescato.

Il pesce spada del Mediterraneo gioca un importante ruolo socio-economico in molte comunità costiere del Mediterraneo e l’Italia è il principale paese che ne pratica la pesca. Tuttavia, come già rivelato da Oceana nello scorso anno, le catture illegali di pesce spada continuano a usufruire dei mercati italiani a prezzi elevati, fino a 30 Euro al chilogrammo. La UE, accusa l’ONG, è pienamente consapevole di questo ma tuttavia ha rifiutato di prendere misure.

Questo novembre, la Commissione internazionale per la conservazione dei tunnidi (ICCAT), ovvero l’organizzazione regionale responsabile della gestione della pesca di specie altamente migratorie tra cui il pesce spada, si riunirà a Malta e il pesce spada del Mediterraneo sarà sul tavolo delle trattative. Oceana esorta gli Stati Membri del Mediterraneo e l’UE a proporre e assicurare l’adozione e l’implementazione di un appropriato piano di recupero del pesce spada nel Mediterraneo che consenta di raggiungere livelli sostenibili entro il 2020.

Oceana è una ONG fondata nel 2001  da un gruppo di note Fondazioni. Si tratta di “The Pew Charitable Trusts”, “Oak Foundation”, Marisla Foundation (già Homeland Foundation), e il “Rockefeller Brothers Fund”.

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