GEAPRESS – Movimentata operazione di controllo contro la pesca illegale a Taranto. Ad intervenire la Capitaneria di Porto la quale nello specchio d’acqua antistante la barriera frangiflutti “Punta Rondinella”, provvedeva a fermare un natante, risultato poi privo di copertura assicurativa, con sei persone a bordo. Veniva così scoperto che i sei erano dediti alla pesca illegale di “bianchetto”, ovvero novellame di pesce per il quale vale tutt’ora il divieto di prelievo imposto dalle autorità europee. Due dei sei pescatori di frodo riuscivano però a gettare in mare il pescato, pari all’incirca a cinquanta chilogrammi di pesce neonato, cercando così di eludere l’accertamento in atto. Condotti a terra, uno di loro riusciva però a riprendere possesso del natante e darsi velocemente alla fuga nel Mar Piccolo. Raggiunto dal personale della Guardia Costiera è stato denunciato per resistenza a Pubblico ufficiale. Sequestrata inoltre la rete ed il natante, mentre le sanzioni per la pesca illecita ammontano complessivamente a 4900 euro. Tutti i pescatori venivano denunciati alla Autorità giudiziaria.

All’intervento di Taranto si aggiunge quello della Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro (CS). A Schiavonea di Corigliano due distinte operazioni che hanno portato al sequestro di 50 chilogrammi di diverso pescato. Era tutto sistemato sul ciglio della strada esposto alla polvere ed altri contaminanti.

Violazioni ripetute, negli ultimi giorni, anche in altre parti d’Italia. Non solo modalità di pesca, ma anche trasporto e, per finire, etichette scadute e sostituite con altre false.

Se a Fiumicino la Capitaneria di Porto ha riscontrato illeciti anche sulla regolarità a bordo dei lavoratori (oltre che sull’attrezzatura e sugli stessi mezzi motorizzati che in porto prelevavano il pescato) a Capolinaro, ovvero a circa 40 chilometri dall’aeroporto romano, la Capitaneria di Porto di Civitavecchia ha individuato due pescatori di frodo con circa 6000 ricci di mare illecitamente catturati. I militari hanno prima bloccato il palo, intimando di non comunicare nulla al pescatore e poi hanno fermato quest’ultimo. Per lui 4000 euro di sanzione.

La medesima cifra per un altro pescatore che stava attuando la pesca a strascico sottocosta a Brucoli, nel Comune di Augusta (SR). In questo caso il soggetto, già noto alle Forze dell’Ordine, ha opposto resistenza al sequestro sia delle rete che del pescato. Ad intervenire la Capitaneria di Porto di Augusta, la base aeromobile della Guardia Costiera di Catania, più una pattuglia del Comando Compagnia dei Carabinieri di Augusta.

A Viareggio, ieri, controllo sulle paranze in mare e sulla filiera a Lucchesia. In mare non sono state riscontrate irregolarità, cosa che invece è avvenuta durante il controllo di sei strutture commerciali adibite allo smercio e alla lavorazione e ad un ristorante. Almeno tre irregolarità, tra cui, in un centro commerciale, la messa in vendita di confezioni scadute ove era stata inserita una successiva etichetta. In tutto 8.000 euro di sanzione.

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