GEAPRESS – Nel corso dell’intervento della Guardia Costiera di Taranto, che ha portato al sequestro di ben 500 metri di reti a quattro imbarcazioni e 6000 euro di verbale, sono stati altresì individuati e denunciati tre pescatori intenti a prelevare, con l’ausilio di attrezzatura subaquea, un piccolo tunicato del genere Miscrocosmus. Il Microcosmus, altro non sarebbe che il limone di mare o tiratufoli. Ai pescatori di frodo ne sono stati sequestrati ben 30 chili.

Il limone di mare, è un piccolo tunicato, ovvero un organismo filtrante che vive a stretto contatto con il fondo marino. E’ in grado, tramite un sifone, di aspirare e filtrare centinaia di litri di acqua al giorno, trattenendo il materiale organico sospeso e, tra questo, anche sostanze pericolose per la salute umana. La sua attività è talmente possente che nell’organismo del Microcosmus si rinvengono concentrazioni rilevanti di Vanadio, un elemento molto raro. In cucina quella che è apprezzata è soprattutto la massa gialla visibile nella sezione del piccolo animale. In pochi sanno, però, che trattasi dell’intestino. Del resto nei più famosi ricci di mare, ad essere cucinate (se non mangiate crude) sono le gonadi, ovvero l’apparato riproduttore.

In Puglia, ritornando ai limoni di mare, una Ordinanza del Presidente della Regione, risalente al 2004, vieta per motivi sanitari il consumo nonché la raccolta, il commercio, la vendita e la somministrazione nei pubblici esercizi di tutti i tunicati appartenenti al genere Microcosmus.

Nel corso dell’intervento della Guardia Costiera di Taranto, sono stati inoltre denunciati altri due subacquei intenti a pescare, con l’ausilio di attrezzatura vietata dalla legge, ostriche e ricci di mare.

Proprio pochi giorni addietro era stato reso noto il bilancio di una intensa vigilanza sull’attività di pesca nei mesi estivi da parte della Capitaneria di Porto di Taranto e dei dipendenti Uffici locali marittimi di Policoro e Campomarino di Maruggio. In particolare, durante l’attività di prevenzione della pesca di frodo e di tutela dell’ecosistema marino compiuta lungo il litorale ionico con l’ausilio di numerosi mezzi navali, gli uomini della Capitaneria di Taranto hanno sequestrato complessivamente 2.250 metri di rete, 1.030 kg di pescato, numerose attrezzature di pesca e hanno elevato sanzioni amministrative per un totale di 165.878,47 euro. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).