GEAPRESS – Appena si calma il mare, riecco apparire i sequestri del vietatissimo novellame di sarda. I sequestri, ovviamente, fanno seguito alla ripresa dell’attività delle marinerie non rispettose dei divieti imposti all’Italia dall’Unione Europea. L’altro ieri notte ben 200 Kg sono stati sequestrati dalla Squadra Nautica della Questura di Palermo (vedi articolo GeaPress). Oggi, invece, si ha notizia di altri 120 Kg sequestrati a Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria. Ad intervenire questa volta è la Guardia Costiera che ha denunciato il titolare di una pescheria della zona. Il pescato era detenuto nel furgone del venditore che si trovava nel lungomare di Brancaleone. Il titolare della pescheria è stato identificato e deferito alla Procura della Repubblica di Locri.

Il novellame di sarda è particolarmente utilizzato nella cucina pugliese, siciliana, ligure e campana. La sua pesca avviene fino a tutto il mese di aprile e viene prelevato tramite reti a maglia fittissima che di fatto raccolgono tutto quello che incontrano una volta che vengono trainate dalle barche. Uno dei metodi di pesca più distruttivi oltre che dannoso (innanzi tutto per la povera sarda) ma anche per la stessa economia dei pescatori. Le sarde, infatti, sono preda ambita di molti altri pesci e costituiscono un anello fondamentale nell’ecologia del mare. Privarlo o comunque depauperarlo significa scompensare l’intera catena alimentare. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).