GEAPRESS – Da 11 a 26 milioni di tonnellate di pescato annuo nel mondo, sono illegali. Ovvero una percentuale che può arrivare fino al 15 % del totale. Questo secondo la Commissione sulla pesca dell’Unione Europea che ieri ha votato all’unanimità una risoluzione che sarà sottoposta agli europarlamentari nella sessione che si terrà a Strasburgo il prossimo 14-17 novembre.

Il problema sollevato riguarda le tecniche di pesca illegali e non quelle già in opera ed autorizzate nonostante gli effetti devastanti sull’ecosistema marino.

Secondo l’europarlamentare relatore della proposta, la svedese Isabella Lövin (nella foto) – Gruppo dei Verdi, vi sono armatori che per continuare la loro attività cambiano semplicemente bandiera, sfuggendo, così, dalle loro responsabilità.

Con molti degli stock ittici già pericolosamente minacciati nel mondo – ha riferito l’europarlamentare Lövin – la pesca illegale potrebbe rappresentare il colpo finale“.

La Commissione pesca sottoporrà così al Parlamento europeo un’azione congiunta degli Stati della UE, ivi compresa la chiusura dei mercati illegali ed ispezioni. Azione, quella della UE, che potrebbe essere, sempre secondo la Commissione, ancora più incisiva dal momento in cui l’Europa è il più grande importatore di prodotti della pesca. Una responsabilità, questa, che è anche sanitaria, visto che nessuno può garantire, in un mercato illegale, l’esenzione da seri rischi sanitari.

Sempre secondo la Commissione pesca, sarebbe auspicabile che gli aiuti concessi da alcuni paesi della UE alle loro marinarie, venissero subordinati al rispetto delle disposizioni stabilite dalla FAO e dalle Nazioni Unite, proprio contro la pesca illegale. Anzi, alla luce del fatto che i due terzi degli oceani sono fuori da giurisdizioni nazionali, andrebbero messi in atto sistemi di controllo efficaci a livello mondiale.

La Commissione ha inoltre voluto sottolineare l’esigenza di coinvolgere la stessa organizzazione mondiale del commercio nella previsione di un sistema sanzionatorio da applicarsi nei confronti di quegli Stati che in qualche maniera ignorano il problema della pesca illegale. Indispensabile, inoltre, una vera e propria lista nera dei pescherecci (…. anche se cambia bandiera).

La Commissione ha votato all’unanimità la risoluzione, con venti voti a favore su venti europarlamentari presenti.

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