GEAPRESS – Tre sequestri in particolare, tra quelli avvenuti in mare negli ultimi giorni, hanno attirato l’attenzione dei media. Un sequestro per area geografica. Sud, Centro e Nord.

A Taranto, proprio nell’area del Mar Piccolo interessata dai ben noti fenomeni di inquinamento, la Capitaneria di Porto ha sequestrato ben 10 quintali di mitili. L’area del cosiddetto “primo seno”, dove è avvenuto il sequestro, è proprio quella ove vige il divieto di movimentazione dei molluschi, a causa della presenza in acqua di diossine e pcb. Un evento, quello dei coltivatori abusivi di mitili, ricorrente. Numerosi e continuati nel tempo, infatti, risultano gli interventi della Guardia Costiera. L’ultimo, quello di oggi, ha coinvolto due unità navali e due autopattuglie. Il conducente del natante è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’Ordinanza di divieto.

In violazione sia delle norme previste in difesa della salute umana ma anche del divieto di pesca generale, è quanto avvenuto nelle scorse ore nei pressi della piattaforma “Giovanna” al largo di Giulianova, in Abruzzo. Ad intervenire il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Pescara. In mare, infatti, veniva notata una bottiglia di plastica con una insolita posizione di galleggiamento. Di fatto la bottiglia emergeva in verticale e sottosopra, come se qualcosa la tirasse sotto. Legata ad essa, infatti, vi era una cimetta che teneva sott’acqua il corpo di un tonno rosso di 65 chilogrammi. Uno scenario da fumetto, hanno commentato dalla Guardia di Finanza, realizzato da chi, evidentemente, ha voluto occultare il pescato una volta avvista la motovedetta “Letizia” della Guardia di Finanza. Ignoto l’autore della pesca abusiva.

Numerosi spostamenti di uomini e mezzi, invece, erano stati notati già nelle scorse notti nei pressi della foce del fiume Lamone, tra gli abitati di Marina Romea e Casalborsetti, in provincia di Ravenna. Si trattava, con tutta probabilità dei pescatori abusivi di vongole. Questa notte, il risvolto investigativo. Cinque persone fermate tra le 2.30 e le 4.30 di stamane dal personale del Corpo Forestale dello Stato del Comando Provinciale di Ravenna e dell’Ufficio Territoriale di Punta Marina Terme. Controllati, grazie anche all’ausilio dell’Arma dei Carabinieri, tre mezzi. In tutto, 360 chilogrammi di vongole per un importo stimato compreso tra i 2,5 ed i 4 euro al chilo. Un fenomeno, quello della pesca abusiva delle vongole, che, negli ultimi giorni, si è presentato in aumento e che poteva assumere proporzioni preoccupanti, dicono dal Corpo Forestale dello Stato. Facili guadagni a danno del mare ma anche della salute umana. Tale pescato, infatti, non viene ovviamente sottoposto ai controlli sanitari che invece riguardano quanto prelevato dalle barche autorizzate. I pescatori abusivi fermati dalla Forestale sono della zona del ravennate e del vicino ferrarese.

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