GEAPRESS – Prima il Costa Rica, poi il Giappone. Estradizione, infine, concessa dalla Germania. Dallo scorso luglio di lui si erano perse le tracce, o quasi. In realtà il leader di Sea Shepherd, protagonista di mille battaglie in difesa del pianeta, non ha mai smesso di abbandonare il suo lunghissimo viaggio con il  fedele alleato: il mare. Anzi, viene ora comunicato cosa ha permesso al Capitano Paul Watson di non finire la sua vita in una prigionia a vita. Una mano d’aiuto partita da quella stessa Germania che aveva assecondato l’incredibile richiesta del Costa Rica (Watson avrebbe ostacolato dei pescatori di squali dieci anni addietro) e poi del ben più agguerrito nemico di sempre: il Giappone e le sue baleniere. A salvare Watson, riferiscono da Sea Shepherd è stata una informazione confidenziale pervenuta direttamente dal Ministero della Giustizia tedesco. Il Capitano Watson ha così potuto organizzare appena in tempo la partenza dalla Germania.

Dallo scorso luglio ha percorso ben 15.000  chilometri  a bordo della Steve Irwin, una delle navi di Sea Shepherd.  E’ stato il mare a difenderlo. Anche il 2 dicembre, giorno del suo compleanno, era sul ponte della Steve Irwin. “Non avrei potuto ricevere regalo più bello” ha dichiarato Paul Watson.

OPERAZIONE ZERO TOLERANCE
Ormai tutto è pronto” riferisce Watson  al comando  della nona campagna antartica di Sea Shepherd, Operazione Zero Tolerance (OZT). Un’intervento che si augura poter segnare la fine della baleneria giapponese nell’Oceano del Sud, dove si stanno dirigendo proprio le navi di Sea Shepherd. Il fatidico incontro è previsto  a gennaio. Navi, quelle giapponesi, che sono  in ritardo ed al minimo storico delle loro forze. Fiaccate da otto anni di campagne antartiche e dai relativi danni economici. Sea Shepherd ne è certa:  non riusciranno nemmeno ad entrare nel Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud.

La flotta di Sea Shepherd, dal canto suo, è al suo massimo storico di forze. Quattro navi, droni, gommoni e ben 120 membri di equipaggio. L’appuntamento è alle porte del 60° parallelo Sud e la quota di caccia prevista è destinata a risultare, come profetizzato dal nome della campagna, pari allo Zero.

SMACCO AL SOL LEVANTE
Lo smacco, però, già subìto dai giapponesi è l’acquisto da parte di Sea Shepherd della nuova nave. La “Sam Simon” (nella foto di Sea Shepherd), segretissima e protettissima  riferiscono da Sea Shepherd. E’ stata presentata a Hobart, in Tasmania, lo scorso 11 dicembre. Incredibile l’acquirente di Sea Shepherd: il Giappone. Due milioni di dollari, per rivolgerla contro la stessa flotta baleniera giapponese. E’ guidata dal  Capitano Lockhart MacLean, il quale, nel corso della conferenza stampa tenutasi ad Hobart, ha parlato dell’importanza dell’effetto “psicologico” che la visione di questa nave avrà sulla flotta baleniera giapponese.

I giapponesi, ovviamente, erano ignari del reale destinatario di quella nave, visto che ad acquistarla è stata una società terza statunitense. “Era all’ancora – spiegano da Sea Shepherd – accanto alla flotta baleniera giapponese“. Rinominata New Atlantis e registrata a Tuvalu, è stata consegnata da un equipaggio giapponese nel nord del Queensland, nell’errata convinzione che sarebbe stata trasformata in imbarcazione da diporto. Durante la vendita, il governo giapponese non sapeva che, in realtà, stava facendo affari con Sea Shepherd.

La nave, lunga 56 metri,  batte bandiera Australiana ed il nome di comodo New Atlantis è stato dismesso per rivelare quello di “Sam Simon”, il co-creatore dei “The Simpsons”, sostenitore dei diritti degli animali, che ha donato l’ingente somma per acquistarla.

Costruita come Seifu Maru nel 1993 dal cantiere navale IHI a Tokyo, la nave rompighiaccio ha prestato servizio per l’Agenzia Meteorologica Giapponese dell’osservatorio di Maizuru e ha contribuito direttamente alle cosiddette attività di “ricerca” della flotta baleniera giapponese, prima di essere stata messa a riposo nel 2010 e ormeggiata accanto alla flotta baleniera a Shimonoseki.

Un “colpo di grazia”, si spera storico, per i giapponesi. L’ultimo smacco: sulla Sam Simon è stata lasciata la famosa scritta “Research”, la giustificazione delle attività baleniere che campeggia sui ponti delle navi giapponesi. “Per la prima volta – commentano da Sea Shepherd –  si renderanno conto di quanto possa essere sgradevole la ricerca”.

Le nostre navi sono le vostre navi, i nostri equipaggi sono i vostri equipaggi, le nostre vittorie sono le vostre vittorie, e le vite che salviamo sono le vite che tutti noi salviamo insieme!“, parola di Paul Watson.

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