GEAPRESS – Il leder di Sea Shepherd, già colpito da una “red notice” dell’Interpol a seguito della richiesta del Costa Rica (vedi articolo GeaPress) è divenuto il destinatario di un nuovo provvedimento, questa volta dietro segnalazione del Giappone. Un fatto che non ha sorpreso granché la stessa Sea Shepherd, sicura che già dietro i fatti contestati con un ritardo di dieci anni dal Costa Rica (la nave di Sea Shepherd è accusata di avere disturbato le attività di alcuni pescatori di squali) si nascondesse in realtà il Giappone. La red notice non è un mandato di cattura internazionale, ma di fatto rappresenta la comunicazione di un mandato di cattura emesso in questo caso dal Giappone. I “nuovi” fatti risalgono al 2010 e si riferiscono ad uno scontro avuto con una baleniera giapponese.

La vicenda del Capitano Watson, che attualmente risulta irrintracciabile (vedi articolo GeaPress), sarebbe inquadrabile, secondo il suo legale, negli intenti messi in atto dal Giappone per bloccare i successi di Sea Shepherd nel proteggere le balene nel Santuario dell’Oceano Meridionale. Secondo Sea Shepherd c’è proprio il Giappone dietro il primo mandato, quello cioè emesso dal Costa Rica. Fu proprio questo provvedimento a comportare l’arresto di Watson avvenuto lo scorso maggio (vedi articolo GeaPress) in Germania.

Intanto, in Giappone, prosegue la strage dei delfini catturati ormai da cinque giorni nel mare di Taiji e bloccati nella baia della cittadina portuale (vedi articolo GeaPress). Il mare, poche ore addietro, si è di nuovo tinto di rosso (vedi foto diffusa da Sea Shepherd). Altri delfini sono stati macellati. L’area è interdetta agli attivisti dalle forze di polizia. Dalle colline circostanti, però, si riesce a documentare l’avvenuta strage. Gli animali tenuti ancora in vita sono ormai stremati, dallo stress della detenzione e dalla fame.

Stanno ancora attendendo. La morte oppure la cattura per essere addestrati in un delfinario. Sembrerebbe, comunque, che un gruppo di delfini sia stato rilasciato. Forti dubbi sulla loro sopravvivenza sono stati espressi da Sea Shepherd. Già in un precedente rilascio è stata, infatti, documentata la morte di alcuni animali stremati dalla cattività loro imposta e dalla mancanza di cibo.

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