GEAPRESS – Tappa italiana per l’ Operazione Blue Rage 2011, anticipata  da Geapress lo scorso 23 maggio (vedi articolo), con una sosta nel porto di Siracusa dove oggi il capitano Paul Watson ha incontrato Enzo Maiorca, dal quale ha ricevuto pieno sostegno all’azione che Sea Shepherd Conservation Society metterà in atto nei prossimi giorni per salvare il tonno rosso dalla mattanza.

L’ ammiraglia della flotta di SSCS,  la Steve Irving, con il supporto della Brigitte Bardot, si sta infatti dirigendo verso le acque di guerra della Libia. A bordo, insieme al Capitano Paul Watson e al Capitano Locky MacLean, che ha guidato la campagna per il tonno rosso nel 2010, due italiani – Raffaella Tolicetti e Giacomo Giorgi.

La missione di Sea Shepherd consiste nel ricercare ed intercettare le attività illegali di pesca al tonno rosso condotte dai pescherecci che approfittando della zona di guerra tenteranno di cacciare questo pesce ad alto rischio estinzione. 46 i membri dell’equipaggio impegnati nell’operazione, 18 donne e 28 uomini, tutti preparati ad affrontare i bracconieri nelle ostili acque libiche. Sono rappresentate 17 nazionalità, incluse dieci nazioni dell’Unione Europea. Le nazioni rappresentate a bordo sono: Australia, Belgio, Canada, Ecuador, Francia, Germania, Grecia, India, Irlanda, Italia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Sud Africa, Spagna, Svezia, Regno Unito, e Stati Uniti d’America.

La nostra missione è semplice”, dice il Capitano Watson. “A qualsiasi tonnara che troveremo nelle acque antistanti la Libia che starà operando illegalmente, taglieremo le reti, libereremo i tonni e documenteremo le varie operazioni per mandarle all’ICCAT e all’Unione Europea”.

Durante la prima Operazione Blue Rage nel giugno dello scorso anno, la Steve Irwin ha interrotto attività di pesca illegali al tonno rosso nelle acque libiche. Sea Shepherd ha tagliato le reti, liberando più di 800 tonni rossi.

Crediamo sarà molto più semplice quest’anno”, dice il Capitano MacLean. “Ogni peschereccio nell’area è obiettivo per intervenire e non dobbiamo preoccuparci di aerei libici o barche. Terremo informata la NATO delle nostre attività e riferiremo le nostre operazioni a chi di dovere all’Unione Europea. Non possiamo permettere che i pescatori traggano vantaggio dalla guerra per pescare questo magnifico pesce ad altissimo rischio estinzione”. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).