GEAPRESS – 360 controlli, 99 sanzioni amministrative per un valore complessivo pari a 163.845 euro, 9 sequestri ed un totale di 224 chilogrammi di pescato sequestrato. Il tutto nella città di Palermo e sue immediate vicinanze. Passati a setaccio dagli uomini della Guardia Costiera, ben 150 ristoranti. Controllate anche pescherie, ambulanti e grande distribuzione.

Quello che colpisce sono le elevate irregolarità relative alla mancata tracciabilità del pescato. Segno questo del probabile fiorire della pesca da diporto, esercitata cioè da pescatori non professionisti e privi, pertanto, degli appositi permessi. Per legge dovrebbero destinare il pescato al consumo personale. Vietata, cioè, la vendita ancorché quanto prelevato in mare è esente da controlli veterinari.

Dopo il controllo di ben 158 ristoranti i risultati sono desolanti. Su undici punti di ristorazione dell’isola di Ustica, ad esempio, oltre il 50% non era in regola con la tracciabilità del pescato, mentre in un noto ristorante dell’isola erano utilizzati gamberi e calamari scaduti nell’ottobre 2011 ed addirittura a febbraio dello stesso anno. Non vanno meglio le cose nella grande distribuzione. Sebbene i centri controllati siano stati decisamente meno della ristorazione, non può che rilevarsi la notorietà di un supermercato del quartiere palermitano dell’Uditore che esponeva alla vendita pesce spada affumicato in realtà scaduto lo scorso mese.

Ancora più elevato il riscontro da parte degli uomini della Capitaneria di Porto, di problemi sulla filiera del pescato pervenuto nei ristoranti degli hotel. Bel il 75% dei controlli hanno dato, infatti, esito positivo. In tre casi, poi, veniva utilizzato pescato scaduto. Controlli anche nelle località balneari di Palermo. A Mondello e all’Addaura, cinque su quindici controlli hanno rilevato irregolarità sempre sulla filiera. In una nota struttura nel pressi di Capo Gallo era posto in vendita pesce congelato spacciato come fresco. Tonno illegale, invece, in due noti ristoranti dell’Addaura e di viale Regione Siciliana a Palermo. Irregolarità, sempre sulla tracciabilità, nel 50% dei ristoranti dei lidi balneari controllati ad Isola delle Femmine, Capaci e Sferracavallo. Irregolarità analoghe in due ristoranti delle zone “in” di Palermo centro. Via Libertà e via Principe di Belmonte. Sanzioni pure a Bagheria, Aspra e Ficarazzi. 50% di irregolarità rilevate anche nei ristoranti etnici con particolare riferimento al sushi, ristoranti cinesi, ristoranti indiani, ristoranti spagnoli.

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