GEAPRESS – Si faceva chiamare Nando No-Limits il pescatore di frodo palermitano fermato lo scorso dicembre nell’approdo della Bandita – Acqua dei Corsari. Trentadue anni ed una lunga esperienza in mare, anche come pescatore di frodo. Minimo dieci chili di pesce ad immersione. Tutto da rivendere ai ristoranti, così come appurato dalla Capitaneria di Porto di Palermo. In pochi, però, sanno la vera storia di Nando No-Limits, il quale è riuscito a sommergere di denunce numerosi uffici sia della Polizia Postale che della stessa Capitaneria di Porto, sparsi per l’Italia. A denunciarlo sono stati gli stessi pescatori subacquei. Lui, infatti, li provocava. Poveri scemi, ed anche di peggio. Colpevoli di rispettare le regole. Li offendeva e denigrava nel corso dei video con i quali diffondeva le sue bravate. Dopo il tre dicembre, quando cioè è stato fermato in un approdo secondario della periferia sud della città di Palermo, ha tolto tutti i video dal web. GeaPress è riuscita a trovarli, pubblicando ora quella che è una triste realtà purtroppo molto diffusa specie in alcune regioni del nostro paese (vedi Video).

Nando (nome inventato ma molto vicino al suo) usava vari altri nomignoli con i quali saltava fuori in più punti del web, facendo emergere i frutti delle sue scorribande di frodo. Di notte e con le bombole. Il tutto vietato dalla legge. Dall’altra parte i pescatori subacquei in regola con la legge (ovvero chi pesca di giorno e in apnea), ricambiavano con altri video dove venivano illustrati, in diversi dialetti d’Italia, le sciagure coniugali ipotizzate ai danni di Nando. Il dialetto di Nando, però, era riconoscibile, fin troppo. Meridionale di sicuro, forse calabrese o siciliano. Infine, senza ombra di dubbio si è sentenziato: palermitano. Incredibilmente Nando veniva avvisato dai suoi rivali che avevano provveduto a denunciarlo. Lui, però, se ne infischiava e continuava a pubblicare i video delle sua gesta. Mostrava con fare provocatorio, cernie, dentici, polpi, aragoste. Poi quella testa di polpo messa tra le gambe alla fine del secondo filmato che vi proponiamo, mostrata sapendo che avrebbe continuato ad alimentare il sangue marcio degli altri pescatori. Ieratico e allusivo, quasi minaccioso. Sembrava la lettura di un saluto nei famosi pizzini di Bernardo Provenzano.

All’inizio del video, è possibile ascoltarne uno. Quasi benedice, con una tiratina di orecchie chi gli vuole male. Augura, quasi in nome di Dio, tutto il bene possibile a chi, secondo lui, lo vuole alla forca. Io non faccio male a nessuno e Dio penso sia dalla mia parte, lo faccio per la mia famiglia, dice Nando. Poi il tre dicembre gli è crollato il mondo addosso. Di sicuro non si aspettava, dicono alla Capitaneria di Porto di Palermo, di trovarsi innanzi i militari della Guardia Costiera. Appostati tutta la notte nei pressi dell’approdo. Operazione preceduta da un capillare controllo dei numerosi barchini alla posta nella decina di approdi della città di Palermo, porto compreso. Tutti luoghi, come purtroppo in non poche altre città, infestati dai pescatori di frodo. Escono di notte, armati di bombole, fucili da sub, mute adatte ad affrontare anche il freddo invernale, ecoscandagli ed altre diavolerie elettroniche che gli consentono di arrivare sicuri sul pesce. Quando Nando si tuffava, bastava illuminare il fondo roccioso e partiva il colpo di fiocina. “Ma vai al poligono“, gli dice un suo compare di illegalità. “Hei, pezzo di gay ci sei?” Nando dice di sì, ha preso una “minchia di mare” [ndr. Oloturia]. “Sergio, questo è Nando“, riferendosi al pescasub laziale che, con altro video, descriveva le sventure coniugali di Nando. E tanto altro discendendo.

Nando si divertiva e pensava a fare soldi. Un guadagno che poteva essere anche di non poche centinaia di euro a sera. Dipendeva da cosa uccideva. Ma lui, mandava a dire agli altri pescatori, che non faceva del male a nessuno, anzi lo stesso Signore, al quale era evidentemente devoto, lo giustificava. Perché lui, Nando No-Limits, doveva “campare la famiglia“.

In realtà, Nando No-Limits era molto abile su internet. Non si faceva individuare con facilità, ma utilizzava altri nomi e nickname facilmente riferibili ad altri soggetti. C’era il precario della scuola, un depravato, sempre di Palermo, che si metteva seminudo in siti di amicizie erotiche. Poi la cronoscalata ed altre passioni improbabili. Quanto bastava a sviare i comuni frequentatori della rete. Insomma, Nando No-Limits non aveva veramente limiti. Anzi era talmente pieno di certezze che mai si sarebbe aspettato che la Guardia Costiera lo potesse rintracciare. Oltre cinquanta segnalazioni, piovute da tutta Italia, e alle quali la Capitaneria di Porto di Palermo ha comunicato, poi, il buon esito dell’indagine. Apriti cielo. Tolti tutti i video già dai primi di dicembre, Nando è finito in piena gogna pescatrice. Proposto in tutte le posizioni, e con i peggiori auguri. Lui, poverino, ora sta zitto, posta belle donne e bracconieri del mercato illegale degli uccellatori di Ballarò. Chissà, forse una nuova strada. Nonostante i diecimila euro di sanzione ed il sequestro di tutta l’attrezzatura, dubitiamo che Nando smetterà. Di sicuro non farà più lo sbruffone. La sua bravata, per ora, gli è costata cara.

La realtà che Nando ha filmato nel corso delle sue bravate notturne nel golfo di Palermo, è però tragicamente reale e molto diffusa. Impossibile controllarli tutti. I presidi della Guardia Costiera dovrebbero essere dotati di molti più uomini e mezzi. Di sicuro non aveva perso tempo l’ex Ministro Saverio Romano. Questa estate firmò un decreto con il quale veniva disposto alle Forze di Polizia di sospendere i controlli ai barchini a motore e sotto i sei metri di lunghezza. Nando continuava ad andare a pescare con il motore in barca. Senza, avrebbe solo impegnato un poco più di tempo. Ne aveva a sufficienza. Basta guardare il video. Scriveva pure in quanto tempo pescava numerosi chili di pesce. 

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