neonata
GEAPRESS – Sequestri di novellame di sarda che si susseguono ormai con cadenza giornaliera. Reggio Calabria, Messina e Milazzo (ME), hanno visto interventi della Guardia Costiera che non solo hanno comportato il sequestro di ingenti quantitativi di “neonata” ma hanno rilevato come il pescato venga prelevato in altre regioni (tra cui Calabria e Puglia) per rifornire i consumatori siciliani.

Per questo il CABS, lo speciale Nucleo di volontari antibracconaggio,  ha deciso di fare un sopralluogo presso alcune pescherie di Palermo. Nella giornata di ieri e di oggi i volontari hanno visitato più punti vendita della città evidenziando una situazione a dir poco sconfortante. La vietatissima “neonata” di pesce non solo è esposta senza particolari timori, ma in alcuni posti, tra cui il popolare mercato di Ballarò dove nessuna rivendita esaminata è risultata sprovvista, la “neonata” viene presentata con la tipica “abbanniata” come il pezzo più prezioso ed ambito.

I prezzi al chilo variano ad un minimo di 14, fino a 24-25 euro. Un fatto che da solo spiega il perchè il novellame di sarda sia così ricercato. Possibile, si chiede ora il CABS, che nessuno si accorge del palese illecito che dovrebbe colpire non solo chi pesca e vende, ma anche il semplice detentore o acquirente. Dal 2015, infatti, la cattura, la vendita e l’acquisto di pesci sotto misura è sanzionato penalmente.

Abbiamo avuto pure un venditore – riferiscono i volontari del CABS – chi si è finanche soffermato sulle ricette di cucina. In tutta tranquillità ci ha riferito di polpette fritte e pasta con la neonata, mentre la normativa comunitaria e nazionale dovrebbe essere immediatamente applicata ad iniziare dal sequestro“.
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