GEAPRESS – E’ avvenuto tutto intorno alle 23.00 di domenica scorsa, ed ogni precauzione, sul rilevare il luogo dell’evento (vedi articolo GeaPress) è già venuta meno. La zona è quella di Acqua dei Corsari, di fronte il depuratore cittadino. Mare non balneabile, ma spiagge profonde ed un tempo rinomate.

Le persone che erano in spiaggia, a prendere un pò di fresco, vedono arrivare una “cosa” pesante dal mare. Punta decisa verso l’interno ed inizia a scavare una buca.

Con lo sfondo dei palazzi di Palermo una tartaruga Caretta caretta vuole deporre le uova. L’eccitazione è alle stelle. Nugoli di ragazzini si precipitano sul posto. I quartieri della zona sono notoriamente un pò difficili, ma la scuola ha fatto il suo lavoro. Ai volontari del WWF, tra i primi a giungere sul posto, i ragazzi parlano dell’importanza di proteggere l’ambiente e di Don Pino Puglisi, il parroco della legalità, freddato da mano mafiosa nel vicino quartiere di Brancaccio.

Arrivano anche gli adulti ed uno di loro pensa di telefonare ai Carabinieri.
Abbiamo la tartaruga marina nella spiaggia. Dateci una mano, non sappiamo cosa fare“.
L’insolita segnalazione viene però considerata come frutto di una visione e quasi nasce un diverbio tra l’operatore che aveva risposto alla chiamata ed il segnalante. In questi casi chiamate la Polizia, dicono dai Carabinieri, ed i cittadini eseguono. La segnalazione, a questo punto, va in porto e, poco dopo, giunge una volante della Polizia di Stato.

E’ notte, ma viene subito allertata l’Università di Palermo. Arriva il professore Mario Lo Valvo, docente presso il Dipartimento di Biologia Animale. La tartaruga, però, ha completato il suo lavoro e da appena cinque minuti si è inabissata. Sulla spiaggia, nonostante il calpestio dei bambini, le tracce dell’avvenuta nidificazione sono evidenti. La tartaruga ha tentato una prima volta, poi, forse spaventata, si è spostata di pochi metri ed ha deposto le uova in una seconda buca.

Su tutti vigila il sig. Antonino Lucido, del vicino Lido Italia (nella foto con il nipote, indica il luogo della deposizione). E’ in modo particolare lui a prendersi cura del singolare caso.
Tutti i tartarughini devono potere arrivare a mare. Faremo in modo che a loro non accada niente” dice il sig. Antonino.

Intanto i volontari del WWF transennano sia la prima che la seconda buca. Non si sa mai. Da ieri, poi, il WWF ha iniziato una sorveglianza continua del luogo con la collaborazione dei cittadini (per info volontari:…. ).

Più di tutti, però, è il Sig. Lucido a volere che tutto vada per il meglio.
Ma ci pensa? – dice a GeaPress – questi prima erano posti di mare bellissimi. Chi si sarebbe aspettato di trovare ora la tartaruga marina?”.

Eppure c’è chi giura che quattro anni addietro alcuni tartarughini furono visti nella stessa spiaggia. Probabile, dal momento in cui la Caretta caretta, è affezionata ai luoghi di deposizione.

Speriamo che vada tutto bene – dice Giovanna Messina, Guardia volontaria del WWF – In questi anni le aree ancora libere della piana di Palermo sono state tutte attenzionate per lavori che le ingloberanno per sempre sotto colate di cemento. Sapere che in città nidifica la tartaruga marina, è una cosa che ci da molta speranza“.

Ma che ci fa la tartaruga in città? Non è il primo caso, e l’episodio più triste si ebbe forse l’anno addietro a Pellaro, nella periferia sud di Reggio Calabria, dove una Caretta depose le uova a due passi da una fogna.

L’importante – spiega a GeaPress, Giusi Nicolini Direttrice della Riserva di Lampedusa, gestita da Legambiente – è che di notte le spiagge siano tranquille. Solo in quelle ore le tartarughe escono dal mare e devono trovare molta calma“.
A Lampedusa, come è noto, nella famosa spiaggia dei conigli nidifica la Caretta. Ancora quest’anno l’evento non è avvenuto “ma siamo ancora nei tempi. Le tartarughe – aggiunge la Direttrice della Riserva – parrebbero essere molto fedeli al nido e per questo era importante che quella di Palermo si arrivasse a marcare. E’ probabile che negli anni successivi, ritorni nei luoghi, dove non è da escludere che sia nata“.

Se così è stato, la sua nascita risale a non prima di 25-30 anni addietro, quando cioè le tartarughe raggiungono la maturità sessuale. Allora, forse, una piccola tartarughina sgusciava in una costa molto diversa. Ha nuotato per i mari del mondo ed è tornata a Palermo. Un vero e proprio salto nel tempo.

Bisognerà vedere se ne arrivano altre e se l’anno prossimo si ripeterà l’evento. Le tartarughe – spiega Giusi Nicolini – possono deporre anche ogni 2-3 anni. A Lampedusa abbiamo ormai una notevole casistica. Certo che pensarla nel Golfo di Palermo, è una cosa molto bella“.

Noi staremo qui giorno e notte – dice Giovanna Messina del WWF – e contiamo molto, oltre che sul sig. Lucido, anche sulla disponibilità degli altri abitanti del posto che hanno accolto l’evento con molto stupore ed entusiasmo. Spero che possa rappresentare un segnale di svolta nelle gestione della natura cittadina“.

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