Il mare non deve sicuramente essere il migliore alleato dell’Amministrazione Obama. Vi è un altro aspetto che tiene in questi giorni banco sui disastri ambientali marini degli Stati Uniti.

Secondo l’HSUS (Humane Society of the United States – www.humanesociety.org), una accreditata Associazione di protezione degli animali statunitensi famosa per il video shock sulle pellicce di cani e gatto girato in Cina, Obama sarebbe intenzionato ad appoggiare le peggiore proposta mai avanzata durante i meeting della Commissione Baleniera Internazionale che inaugurerà i suoi lavori il prossimo 21 giugno ad Agadir in Marocco.

Fino ad ora, Giappone in testa, la caccia alle balene era autorizzata tramite un espediente, ossia la improbabile ricerca scientifica utile, in realtà, a riempire i piatti dei ristoranti. Assieme alla Norvegia ed all’Islanda prossimo paese membro dell’Unione Europea,  la Commissione sarebbe ora intenzionata a valutare la riapertura della caccia commerciale, vietata fin dal 1986.

Forse, commenta GeaPress, verrebbe meno una grande ipocrisia, ossia quella della caccia per fini scientifici,  se non fosse che la liberatoria aumenterebbe non solo le quote  di caccia ma scardinerebbe per parecchi anni ogni equilibrio, già molto precario, tra paesi filo Giappone e non all’interno della Commissione baleniera. Più volte i protezionisti americani hanno invitato Obama dall’astenersi di ascoltare i funzionari ereditati da Bush, niente affatto desiderosi di assecondare la tranquilla peregrinazione delle balene nei mari del mondo. Evidentemente ai canti delle balene si preferisce lo scoppio dei potenti cannoni armati di fiocine. 

GeaPress precisa che con i fini della ricerca scientifica è possibile non solo cacciare balene ma anche detenere in cattività altri mammiferi marini quali i delfini. In Italia, ad esempio, i delfinari autorizzati come circhi d’acqua, non potrebbero esistere se non utilizzassero una poco invidiabile considerazione della ricerca scientifica.  (GEAPRESS)