GEAPRESS – Non solo occupavano abusivamente il mare calabrese, ma anche dentro un Parco Marino Regionale. Le cinque gabbie abusive, infatti, erano state piazzate, verosimilmente a servizio di acquirenti giapponesi, nel bel mezzo del Parco “Fondali di Capo Cozzo – S. Irene – Vibo Marina – Pizzo – Capo Vaticano – Tropea”.

Nel corso delle indagini, i militari della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia si sono avvalsi dell’ausilio del Nucleo Subacqueo della Capitaneria di Porto di Messina la quale ha così documentato, anche con l’ausilio di riprese filmate, l’inequivocabile posizionamento dell’impianto e la presenza, in due delle cinque gabbie, di ben 750 tonni.

Questi animali, nonostante il pericolo di estinzione, ed in particolare per il mediterraneo tonno rosso, vengono pescati a distanza spesso di centinaia di chilometri e trainati nei gabbioni dove, spesso a distanza di mesi, vengono venduti soprattutto agli acquirenti giapponesi tramite vere e proprie mattanze controllate. In tal senso operano più paesi armatori, tra cui l’Italia, la quale vanta la costruzione degli impianti non solo per l’ingabbiamento dei tonni ma anche per l’allevamento, sparso nel mondo, dei salmoni (vedi articolo GeaPress). I tonni di Vibo Valentia potevano essere stati intercettati sia nel basso tirreno che nel golfo della Sirte, in Libia.

GeaPress ha intervistato il Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Luigi Piccioli.

GEAPRESS – Comandante, la moda del sushi occupava abusivamente il mare calabrese.
COMANDANTE PICCIOLI – Si sa che questa è una delle principali destinazioni del tonno rosso. Notoriamente i principali acquirenti sono i giapponesi.

GEAPRESS – Un fenomeno preoccupante. Non solo gabbie abusivamente installate ma pure all’interno dell’area protetta.
COMANDANTE PICCIOLI – Questo tratto di costa è molto bello. E’ la cosiddetta Costa degli Dei. Tropea, Capo Vaticano, luoghi che hanno una rilevanza notevole anche sotto il profilo turistico. Non a caso la zona è tutelata dalla legge regionale n. 13 del 21 aprile 2008. Tra l’altro, molto vicino a questi luoghi, vi è un importante SIC, Sito di Interesse Comunitario, vi è una bellissima prateria di poseidonia.

GEAPRESS – Eppure qualcuno vi ha piazzato delle gabbie per tonni. Risulta peraltro che incidono anche sull’inquinamento degli specchi d’acqua.
COMANDATE PICCIOLI – I tonni ogni giorno devono essere nutriti e di conseguenza l’impatto di 750 animali, il cui peso può raggiungere i 500-600 chilogrammi, non può che essere considerevole. Pensi non solo agli escrementi degli animali ma anche ai resti dei mangimi che si andranno a decomporre in mare. Le gabbie sono state ben documentate, anche sott’acqua. Per questo è intervenuto anche il nostro Nucleo Subacqueo da Messina. Ne abbiamo altri quattro a Cagliari, Napoli, Genova e San Benedetto del Tronto.

GEAPRESS – Ma i tonni non si potranno liberare?
COMANDANTE PICCIOLI – Noi operiamo su disposizione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Si tratta di 750 tonni in una struttura sequestrata. Il primo passo è compiuto. La Capitaneria ha evidenziato come venivano disattese importanti disposizioni in difesa del mare ed il tonno rosso è soggetto a contingentamento della Comunità Europea. L’operazione è recentissima, non posso pronunciarmi. Certo che la gestione di tutti questi animali è cosa complessa.

GEAPRESS – Quali norme ha violato la ditta che gestiva l’impianto abusivo.
COMANDANTE PICCIOLI – Oltre all’occupazione abusiva dello specchio acqueo marittimo, debbono essere considerate anche le violazioni delle norme vigenti in materia paesaggistica ed ambientale. Particolare attenzione per quanto disposto dal Decreto Legislativo numero 42 del 2004, ossia il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. L’impianto era infatti posizionato all’interno del Parco Marino Regionale. Noi operiamo costantemente per il rispetto delle disposizioni di legge preposte a tutela del mare…

GEAPRESS – Le gabbie ora sequestrate rappresentano una situazione emblematica.
COMANDANTE PICCIOLI – Un’area protetta inserita in un contesto di alto valore naturalistico e turistico.

L’attività investigativa della Capitaneria di Porto afferisce alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Il P.M. È il dott. Garofalo. La speranza è che i tonni, dopo mesi di affollata prigionia, possano riprendere la via del mare.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).