GEAPRESS – In soli cinque giorni sono ben 14 le tartarughe recuperate dalla Guardia Costiera e affidate alle cure dei volontari del Centro di Recupero del WWF di Molfetta. Di queste già sei, dopo averne accertato il buono stato di salute, ieri pomeriggio sono state liberate in mare grazie alla collaborazione di uomini e mezzi della Capitaneria di Porto di Manfredonia.

La sopravvivenza delle tartarughe, ricorda il WWF, è fortemente minacciata dalle attività umane. La cattura accidentale negli attrezzi da pesca colpisce, solo in Italia, 20.000 esemplari. Ma anche l’urbanizzazione delle coste e l’intensa ed incontrollata attività turistica sono motivi di minaccia. Per non parlare, poi, dell’inquinamento delle acque. Basti, a tal proposito, ricordare che molte tartarughe muoiono soffocate per l’ingestione di sacchetti di plastica, e a volte persino di accendini, che scambiano per meduse.

Sempre nei giorni scorsi, altre quattro tartarughe sono state recuperate dai volontari ormai spiaggiate (vedi foto a fianco): due a Bisceglie, una a Giovinazzo ed una a Santo Spirito.

A Trani, invece, è stato rinvenuto un delfino spiaggiato (vedi foto di copertina). Un altro delfino era stato trovato spiaggiato a Bari, a fine aprile scorso (vedi articolo GeaPress). Anche i delfini, come le tartarughe, sono vittime della invadente presenza dell’uomo. Spesso rimangono impigliati nelle reti derivanti: queste bloccano l’animale sott’acqua fino a farlo annegare. Oppure muoiono per l’ingestione di sacchetti di plastica che rimangono ad intasare il prestomaco.

Proprio al porto di Molfetta si era svolto nei giorni scorsi l’evento centrale della Turtle Week una grande iniziativa del WWF dedicata alla salvaguardia del mare. Qui, i volontari del Centro di Recupero Tartarughe Marine e la Capitaneria di Porto avevano liberato 10 esemplari di Caretta caretta. Un sodalizio tra Capitaneria e WWF che ha già portato, non solo in Puglia, al recupero e alla liberazione in mare di numerose tartarughe marine.

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