liberazione tartaruga
GEAPRESS – Un nuovo risultato dell’opera di sensibilizzazione nei confronti della marineria del territorio di Molfetta. Così il Centro Recupero di tartarughe Marine commenta la recente liberazione di sette Caretta caretta.

Sono ormai 74 gli esemplari rinvenuti dall’inizio dell’anno, tutti recuperati a strascico ed a qualche miglio di distanza dalla costa biscegliese.

Oltre al recupero degli esemplari vivi, purtroppo, si devono registrare quelli morti raccolti lungo la costa. L’ultima Tartaruga così rinvenuta è di qualche giorno addietro. A Bisceglie in zona Bi-Marmi, un esemplare di oltre 60 cm di lunghezza carapace, morto da poche ore; la carcassa è stata recuperata dai responsabili del centro per sottoporla ad esame necroscopico che si svolgerà in questa settimana presso il dipartimento di medicina veterinaria di Bari dal prof Nicola Zizzo.

Stessa sorte ad un’altra tartaruga spiaggiatasi sabato mattina sulla costa di Molfetta. In questo caso, dai rilievi macroscopici, non si esclude la morte per annegamento in quanto l’animale presentava un evidente prolasso cloacale. Pertanto le attività in essere sono fondamentali per la salvaguardia di questa specie che, al di là della sua cospicua presenza nei nostri mari, resta sempre a forte rischio di estinzione.

Si potrebbe azzardare – ha dichiarato  Pasquale Salvemini del WWF e responsabile del Centro Tartarughe marine di Molfetta –  che oltre il 65% delle tartarughe presenti nell’adriatico purtroppo siano vittime della mano dell’uomo“.

Continuano invece le attività di rilascio delle stesse in collaborazione con il Circolo Vela di Bisceglie, grazie alla generosità dei soci che puntualmente mettono a disposizione le loro imbarcazioni con cui si effettuano le liberazioni. L’ultima è avvenuta la scorsa domenica e ha visto il rilascio in mare aperto di 7 esemplari di caretta caretta a largo della costa biscegliese.

All’iniziativa che rientra nel programma internazionale NetCet erano presenti oltre a diversi curiosi e bambini anche i pescatori protagonisti del recupero.

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