liberazione tartaruga
GEAPRESS – Sono tornate libere lo scorso  17 luglio, ovvero in occasione della 3° Giornata della Memoria organizzata dall’Associazione La Fenice onlus di Milazzo  nell’ambito degli eventi organizzati per il 150° anniversario dalla costituzione del Corpo delle Capitanerie di Porto. Due esemplari di tartaruga marina appartenenti alla specie Caretta Caretta, ritrovate in stato di agonia e sottoposte alle cure mediche specialistiche dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri” di Palermo.

La liberazione delle tartarughe, riporta la Capitaneria di Porto di Milazzo, ha suscitato l’interesse e l’emozione di moltissimi bagnati accorsi per l’occasione.

Purtroppo alla stessa Capitaneria di Porto giungono segnalazioni di diportisti o pescatori che ritrovano in mare le tartarughe marine in stato di difficoltà, dovuta a molteplici fattori riconducibili, per la gran maggioranza, all’ingerimento di materiale plastico o di ami da pesca. In questi casi la via migliore è quella di contattare più velocemente possibile la Capitaneria di Porto più vicina, al numero verde 1530, e segnalare le condizioni e la posizione in mare della tartaruga.
Un intervento tempestivo e qualificato può consentire a questi splendidi animali di ritrovare la vita nel proprio habitat marino.

Le due tartarughe liberate nei giorni scorsi si chiamavano Sveva e Elena. La prima era una tartaruga giovane recuperata dalla capitaneria di porto di Augusta (SR).Due chili di peso al momento del ricovero, spiaggiata per via dell’ingestione di un amo da pesca e della lenza messi in evidenza tramite indagine radiografica. Sottoposta ad intervento chirurgico di esofagotomia e terapia antibiotica ed antidolorifica per 10 giorni, seguiti da terapia di riabilitazione in piscina per cinque settimane fino alla ripresa completa delle funzioni organiche. Quando liberata pesava 2,8 chilogrammi.

Elena, invece, era un esemplare sub-adulto recuperata dalla Capitaneria di Porto di Milazzo. Pesava  18,1 chilogrammi. Presentava problemi di galleggiabilitá dovuti all’ingestione di plastica. Sottoposta a terapia di supporto al fine di favorire la rimozione del corpo estraneo ed evitare di andare incontro a fenomeni di ostruzione intestinale. Terapia di riabilitazione in piscina di 6 settimana con la ripresa completa delle grandi funzioni organiche.

Ora, entrambe, nuotano libere nel mare

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