rete sequestro
GEAPRESS – Intervento dell’ONG Oceana in tema di pesca e sovrasfruttamento del Mar Mediterraneo. Per contribuire alla ripresa della fauna marina andrebbe interdedda la pesca a strascico particolari zone del Canale di Sicilia. Già agli atti dell’Unione Europea vi sono, infatti, i dati ripresi dall’ex Commissario alla Pesca Maria Damanaki. Il 92% dei contingenti demersali (organismi non legati stabilmente al fondale dove, però, trovano il nutrimento) è sovrasfruttato.

Per questo Oceana ha indirizzato alla Commissione per la Pesca nel Mediterraneo, la richiesta di chiudere definitivamente la pesca a strascico nelle aree di crescita del Canale di Sicilia.

Facciamo appello agli Stati che si affacciano sul Mediterraneo – ha dichiarato Lasse Gustavsson, Direttore Esecutivo per Oceana in Europa – affinchè venga presa una posizione forte per garantire la sostenibilità a lungo termine nel bacino. La chiusura della pesca in queste aree è fortemente sostenuta dalla scienza e non ci sono scuse per non agire, in particolare quando le comunità locali dipendono così fortemente dalle stesse attività di pesca“.

Lo Stretto di Sicilia è una porzione del Mediterraneo condivisa da Italia, Malta e  Tunisia. Secondo Oceania, questo importante braccio di mare sarebbe ormai da decenni sovrasfruttato. Negli ultimi anni, la ricerche sicentifiche hanno individuato i settori chiave in cui i neonati di pesce e crostacei si aggregano.  Oceania chiede per questo una decisione urgente: chiudere immediatamente queste aree alla pesca, mentre i paesi interessati dovrebbero stabilire un piano di gestione adeguato a ricostituire le popolazioni naturali.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati