GEAPRESS – Attività intensa delle Capitaneria di Porto, ma anche di altri corpi di Polizia, ai danni dei bracconieri del mare. Palermitani che pescavano ricci di mare a Tropea (VV) fermati dai Carabinieri, e pescatori di Fiumicino (Roma) in fuga nel locale porto, oggetto di intervento, sempre dei Carabinieri. Un fermo e 400 chilogrammi di pescato mal conservato o già avariato. Abbandonata invece tra le rocce, in provincia di Siracusa, una cesta con ben 400 chilogrammi di ricci, posti sotto sequestro e liberati in mare dalla locale Capitaneria, mentre la Guardia Costiera di Marsala ha addirittura rinvenuto calato nelle acque del porto un attrezzo illegale, chimato Angamo, che serve proprio alla pesca dei ricci. Poteva costituire anche un serio pericolo per la navigazione. Tra Barletta e Torre Canne, invece, i ricci sequestrati sono stati ben 30.000. Tutti oggetto, in due mesi di specifica attività, della Guardia Costiera.

Se il riccio continua ad essere depredato un pò ovunque, non se la passa meglio il tonno rosso, sempre più raro e sempre più predato. Ingenti sequestri ad Alghero ed Ischia, ma l’operazione più in grande stile è avvenuta in una città che con il mare non ha un grande rapporto. A Milano, infatti, quaranta militari della Guardia Costiera di Genova e Chioggia, hanno portato a compimento il sequestro di sette tonnellate di tonno rosso. Era arrivato al mercato ittico, lungo i commerci di alcune ditte intercettate dalla Guardia Costiera nel corso di altri due recenti sequestri, a Chioggia (una tonnellata) ed a Parma (tre tonnellate).

Non sono poi mancati i sequestri di pescato meno usuale, a testimonianza di come la pesca di frodo sia molto diffusa nel nostro paese. La Capitaneria di Porto di Salerno, infatti, ha sequestrato ben 60 chilogrammi di cannolicchi. Si tratta di un mollusco bivalve il quale, oltre che ad essere stato pescato in un’area interdetta (praticamente sottocosta, nei pressi di Eboli), necessita di una particolare autorizzazione sanitaria, per il suo prelievo. Alla Capitaneria di Porto di Salerno, infatti, spiegano come il cosiddetto cannolicchio sia un filtratore e può accumulare nel suo organismo anche materiali inquinanti.

Ancor più singolare, invece, quanto occorso a Taranto, dove la Capitaneria di Porto ha sequestrato sette Pinna nobilis. Si tratta di uno dei più grandi molluschi bivalvi esistenti al mondo. Le sue dimensioni, infatti, possono raggiungere i 65 centimentri. E’ endemica del mediterraneo, ovvero si rinviene solo in questo mare e la Capitaneria di Porto l’ha sequestrata già nei banchi dei venditori.

Cresce spesso nelle praterie di Posidonia, importante pianta sottomarina le cui fronde fanno da sicuro rifugio ai piccoli dei pesci. La fascia costiera, come quella dove è intervenuta la Capitaneria di Porto di Salerno per i cannolicchi, rientra tra le zone protette dalle direttive comunitarie proprio per il possibile sviluppo della posidonia. Tali praterie, proprio nei giorni scorsi, sono state oggetto a Capo Rizzuto, degli interventi della Capitaneria di Porto di Crotone e dal terzo Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Messina. Oggetto degli interventi, proprio lo studio di tale ecosistema ed il raffronto dei dati con quelli rilevati negli anni precedenti. Si valuteranno così, anche gli evenutali danni causati dai pescatori di frodo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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