GEAPRESS – L’ultima iniziativa è un summit di 15 Comuni. Il Sindaco Persico, di San Daniele Po, avvisa pure i Carabinieri. Nel Po, di bande straniere a caccia di pesci Siluro non se ne può più. In Italia non vi è una pesca professionale del pesce Siluro, introdotto per il piacimento dei pescatori, come in mezza Europa e finanche in nord Africa. Lui cresce e, poi, dicono che fa danni. Ora i pescatori italiani denunciano anche le tecniche di contenimento adottate tempo addietro dalla Province. Lo fanno assieme alla denuncia di una legislazione troppo lacunosa.

I pescatori cosiddetti “sportivi” sono gli unici interessati alla pesca. Non potrebbero vendere, ma non è un mistero per nessuno che il pesce Siluro si mangia e si paga. Poi sono arrivati ungheresi, ucraini, ma anche austriaci e tedeschi. Nei loro paesi il grosso Siluro c’è da sempre. Viene catturato, lavorato e venduto. E no, abbiamo superato ogni limite. Occorre (ora) una legislazione più ferrea, anche perchè, dice qualchuno, gli ungheresi lasciano le sponde zozze. A volte sono stati fermati, specie per il trasporto irregolare, ma anche per l’uso di mezzi illegali, come l’elettricità.

Ma che colpa abbiamo noi? – dice Tarlòs, ungherese, in una lungo messaggio inviato a GeaPress – Io l’elettricità non la uso. Pesco e mando via in Ungheria, dove il Siluro è da sempre pescato ed apprezzato. Ma gli italiani questo non lo vogliono. Ma perchè hanno portato il Siluro, allora? E poi assicuro che non è vero che in Italia il Siluro non si vende. A me interessa mandarlo in Ungheria, anche perchè gli italiani, se lo vendessi qui, non lo consentirebbero. Se il Siluro non si deve pescare più, non deve pescarlo nessuno“.

Ma quanto vale un Siluro? Dai dieci ai 15 euro al chilo. Sembra che a regolare il mercato, con vere e proprie aree da ripartire, siano i tedeschi, presenti nel Po, secondo Legambiente, con un centinaio di barche. Gli ungheresi, sempre secondo Legambiente, sarebbero almeno trecento e sono più inclini alla pesca illegale con l’elettricità. Un mercato annuale di alcuni milioni di euro.

Sarà. Certo che a scorrere i quotidiani locali le proteste per una pesca più regolarizzata sono apparse appresso ai pescatori che qualcuno continua a definire extracomunitari. Va bene per gli ucraini, ma non per gli ungheresi. E poi, il pesce Siluro non era da sterminare perchè estraneo alla nostra fauna ittica? Il Siluro, sta alla pesca come il cinghiale alla caccia. Viene da chiedersi cosa succederebbe se le nostre aree di caccia fossero invase da squadre di cinghialai romeni. Del resto il nostro cinghiale ciccione, da sterminare per salvare la natura, proviene più o meno dalle stesse aree del Siluro. Doveva fare felici i cacciatori, ma poi qualcosa potrebbe essere sfuggita di mano.

Cosa succede, invece, quando gli italiani vanno ad uccidere con la canna (da pesca come di fucile) nel loro paese? Portano soldi.   

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