renzi tonno
GEAPRESS – Un risveglio insolito, per i cittadini di La Maddalena (OT) che la mattina del 6 dicembre scorso si sono trovati in piazza Garibaldi, nel pieno centro cittadino, dinanzi alla statua di Giuseppe Garibaldi, a due passi dal Comune, sei esemplari di Tonno Rosso con un cartello di protesta “Grazie Renzi per la ripresa economica Affugati”.

L’episodio, per il quale si sono subito attivati nelle prime ore del mattino il Comando Carabinieri di La Maddalena ed il Comando dei Vigili Urbani, ha avuto molto risalto.

Gli uomini della Capitaneria di Porto di La Maddalena hanno subito avviato le indagini poiché, al di là dell’azione dimostrativa di protesta, la detenzione di Tonno Rosso è al momento vietata dalle disposizioni europee. La  pesca, infatti,  è sospesa ai fini del ripopolamento.

Il personale della Capitaneria di Porto, grazie all’ausilio delle immagini di videosorveglianza di alcuni commercianti del centro storico, nonché sulla base di un’intuizione della grafia utilizzata nella scrittura del messaggio di protesta, riscontrata similare a quella utilizzata da un pescatore locale in un’istanza agli atti, è riuscita ad ipotizzare l’autore del gesto dimostrativo.

Il pescatore, nel pomeriggio della stessa giornata, è stato prima seguito presso un suo magazzino, ove è stato riscontrato in possesso di un ulteriore esemplare di tonno rosso, già sfilettato, e successivamente, dinanzi alle domande dei militari, avrebbe ammesso di aver posizionato i tonni in piazza alle prime luci dell’alba per protestare contro il divieto di cattura imposto dal Governo, dopo essersi reso conto dell’impossibilità di commercializzarli.

L’operazione, conclusasi nella tarda serata, ha reso possibile fare luce  indugio sulla misteriosa protesta.

I sei tonni, del peso complessivo di 208 chilogrammi, su disposizione del Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale di Olbia, a causa dell’impossibilità di risalire all’origine ed alla commestibilità degli stessi, nonché considerato l’abbandono sulla viabilità pubblica, sono stati dichiarati non idonei al consumo umano e distrutti grazie alla disponibilità dei tecnici e funzionari dell’Ente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena e del Comune di La Maddalena.

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