GEAPRESS – Nel Mar Piccolo di Taranto, come se già non bastassero i problemi di ricambio idrico aggravati finanche dalla diossina del vicino polo industriale e persino dai pescatori bombaroli (vedi articolo GeaPress), ci mancavano solo le coltivazioni abusive di mitili.

Infatti, proprio nelle sue acque erano stati installati abusivamente alcuni campi per la coltura dei tanto richiesti molluschi, intralciando la sicurezza della navigazione e le operazioni di approvvigionamento idrico da parte degli aerei antincendio della protezione civile, per non parlare, poi, della mancata sicurezza delle condizioni igienico- sanitarie di quelli che sarebbero immessi nel mercato come prodotti mitilicoli.

L’operazione “Clean sea”, fin dalle prime ore di ieri, ha visto l’intervento congiunto della Capitaneria di Porto di Taranto, insieme a uomini e mezzi della Marina Militare, alla motovedetta e personale del Nucleo Subacquei di Bari dei Carabinieri, coordinati dal Sost. Procuratore della Repubblica di Taranto, Dott. Vincenzo Petrocelli.

In totale, sono stati posti sotto sequestro, con relativa rimozione, 3 filari di mitili coltivati in zona vietata alle attività commerciali (Mar Piccolo secondo seno e specchio di mare prossimo a Buffoluto ) per un totale di circa 18 tonnellate di mitili, poi distrutti, oltre a 28 boe galleggianti  ed ingente quantitativo di cordame.
L’amministratore della Società Cooperativa che gestiva l’insediamento è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

Va ricordato che solo nel 2010 la Capitaneria di Porto di Taranto, particolarmente vigile sugli impianti di mitilicoltura presenti in “Mar Grande” e “Mar Piccolo” ha smantellato numerosi impianti mitilicoli abusivi, liberando circa 87.500 mq. di specchio acqueo illegalmente occupato. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).