GEAPRESS – La certezza si avrà solo nel corso del meeting dei rappresentanti dei paesi aderenti alla Convenzione di Washington, che si svolgerà nel marzo 2013 a Bangkok, in Tailandia. L’annuncio, però, ha già fatto molto scalpore dal momento in cui verrebbe a cadere uno dei principali punti di prelievo in mare dei delfini. Le autorità delle Isole Salomon hanno, infatti, dichiarato di volere interdire il prelievo in mare dei cetacei finora destinati alle strutture della cattività acquatica di mezzo mondo.

Una presa di posizione importante, considerate le precarie condizioni economiche di un paese che in diverse forme aveva cercato di arricchirsi con la sfruttamento della fauna selvatica. Sembra che sulla decisione abbia influito il recente scandalo, sollevato dall’Ufficio Traffic, relativo al commercio di decine di migliaia di uccelli dichiarati come nati in cattività ma in realtà provenienti da catture in natura. L’arcipelago delle Salomon, ancorché privi di allevamenti, sarebbe al centro di un traffico internazionale di fauna selvatica (indirizzato anche all’Europa) proveniente dal sud est asiatico (vedi articolo GeaPress).

Ora la decisione sui delfini, giunta a dir poco in maniera inaspettata. Già nello scorso mese di maggio il South Pacific Whale Research Consortium aveva lanciato l’allarme sull’insostenibile numero di delfini esportati (vedi articolo GeaPress). Anni addietro, in Italia, si parlò molto di un nostro connazionale, che aveva lavorato per una nota struttura della cattività acquatica, rintracciato proprio nelle Salomon, durante le battute di caccia ai delfini.

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