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GEAPRESS – Sea Shepherd torna nelle Isole Faroe, facenti parte del Regno Unito di Danimarca, con l’Operazione Bloody Fjords; una nuova campagna contro il massacro dei globicefali. Già l’anno scorso i volontari dell’associazione avevano fatto conoscere al mondo quanto avviene nell’arcipelago. In quella occasione si registrarono numerosi arresti, anche di attivisti italiani.

Ogni anno, ricorda Sea Shepherd, fino a 1.000 globicefali in migrazione, insieme ad altri delfini, sono cacciati e uccisi in modo brutale nel protettorato danese delle Isole Faroe in quella che viene chiamata ‘grindadráp’ o ‘grind.’ Questa pratica, afferma sempre Sea Shepherd, continuerebbe grazie al sostegno del governo danese. Operazione Bloody Fjords segna una svolta per Sea Shepherd, in quanto l’organizzazione porta la propria battaglia contro la grindadráp nel cuore delle istituzioni feringe e danesi che continuano a promuovere questa pratica obsoleta.

Grazie al lavoro delle squadre di volontari, Sea Shepherd afferma di avere tutte le prove per portare la battaglia oltre i confini dell’arcipelago. “Ci opporremo alla grind a livello giuridico, politico, commerciale, industriale e , come sempre, mediatico.” Così ha affermato il responsabile dell’Operazione Bloody Fjords, Geert Vons.

Purtroppo la stragia delle autorità locali è quella delle restrizioni all’ingresso dei volontari nelle Isole Faroe. Un fatto che non fa venir meno la determinazione di Sea Shepherd di essere presente nelle isole. “Abbiamo già cambiato strategia“, affermano i responsabili dell’operazione
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