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GEAPRESS – Sono stati rilasciati i quattordici volontari di Sea Shepherd, arrestati sabato, nel corso degli incidenti avvenuti nell’isola di Sandoy, nell’arcipelago delle Faroe.

I sei membri della squadra di terra, tra cui una volontaria italiana, dovranno presentarsi oggi in Tribunale. Per gli otto componenti di una delle tre barche di Sea Shepherd poste sotto sequestro, la convocazione è stata  invece fissata per giorno 25 settembre quando si discuterà l’eventuale riconsegna delle barche. Sul caso stanno già lavorando i volontari dell’associazione.

Secondo una più dettagliata ricostruzione fornita da Sea Shepherd, che fa seguito alle notizie arrivate nel corso delle concitate fasi di sabato scorso (vedi articolo GEAPRESS), i volontari di Sea Shepherd si sarebbero interposti tra le barche dei cacciatori di delfini e la battigia. Proprio nella riva, gli animali sarebbero stati spinti per essere uccisi.

L’arrivo della polizia locale e dei mezzi della marina danese, così come denunciato da Sea Shepherd, avrebbe comportato l’arresto dei volontari ed il via libera per le barche dei pescatori. A tale proposito gli ambientalisti comunicano di avere rinvenuto nei pressi dell’area di macellazione, alcuni resti dei delfini globicefalo. Tra questi quelli che parrebbero essere pezzi di feti estratti dal grembo delle madri.

Nessun materiale fotografico e video prodotto da Sea Shepherd, è ancora disponibile. La polizia ha sequestrato tutto e su questo episodio il team di legali di Sea Shepherd ha già attivato le procedure per rientrarne in possesso. Le foto che documentano la mattanza sono infatte state prodotte dai fotografi di giornali locali e salvo pochi scatti relativi all’elicottero che ha portato via i volontari arrestati (secondo Sea Shepherd, il mezzo sarebbe della marina danese) non sono attualmente disponibili documentazioni prodotte dagli ambientalisti.

Contro la Danimarca, sembra ora indirizzarsi la prossima battaglia di Sea Shepherd.

Le isole, infatti, appartengono al Regno Unito di Danimarca, al quale aderisce anche la Groenlandia, altro paese che pratica la caccia ai cetacei. Trattasi, però, di aeree che godono di ampia autonomia e fuori dalla UE. Non la Danimarca, ovviamente, che, secondo la denuncia degli ambientalisti, stante i divieti di caccia vigenti in Europa, non avrebbe dovuto collaborare con la polizia locale.

La questione verrà portata la Parlamento europeo.

Sea Shepherd, definisce i propri volontari “eroi” e tiene a far presente come ben tre gruppi di delfini erano già stati allontananti in mare dalle proprie imbarcazioni. Purtroppo controllare  numerose decine di potenziali approdi, non è semplice e gli sfortunati globicefali sono finiti in una baia che non ha lasciato loro  scampo.

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