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GEAPRESS – Si è conclusa l’udienza indetta dal Tribunale di Torshaven, nelle isole Faroe, contro i sei attivisti della squadra  di terra di Sea Shepherd, arrestati nella giornata di sabato. Come è noto, Sea Shepherd si era interposta, anche con l’ausilio del personale a bordo di proprie imbarcazioni, per impedire ai pescatori di uccidere un branco di delfini globicefalo.

In tutto 14 volontari arrestati (otto erano di un equipaggio imbarcato),  liberati comunque già nella giornata di ieri.

Due le udienze subito fissate. Oggi, per la squadra di terra, ed il 25 settembre per quella imbarcata.

Nella giornata di oggi il Giudice ha deciso che i sei dovranno tornare tra otto giorni. In tal maniera, commenta Sea Shepherd, non avverrà la temuta espulsione. Ad ogni modo la Corte ha consentito a chi già in programma di partire, di potere lasciare l’isola.

I sei sono Maggie Gschnitzer (Italia, la terza persona a partire da destra nella foto), Rorigio Gilkuri (Messico), Nikki Botha (Sudafrica), Monnique Rossouw (Sudafrica), Sergio Toribio (Spagna), Alexandra Sellet (Francia).

Secondo quanto dichiarato da Paul Watson, fondatore e leader di Sea Shepherd, il comportamento della Corte così come dell’Avvocalo locale che ha difeso i sei, è stato ineccepibile.

Sea Shepherd ha annunciato che le operazioni di sorveglianza non sono mai venute meno neanche in queste ore. Altri natanti ambientalisti starebbero per giungere nei luoghi in sostituzione di quelli sequestrati.

Le isole Faroe, fanno parte del Regno Unito di Danimarca.

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