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GEAPRESS – L’allarme era stato lanciato dai volontari di Sea Shepherd nel  pomeriggio di ieri. Un gruppo ancora imprecisato di 100-200 delfini globicefalo veniva diretto verso le Isole Faroe. Già in questa fase Sea Shepherd denunciava la presenza di una nave danese. Come è noto le isole Faroe, pur godendo di ampia autonomia e non aderenti alla UE, fanno parte del Regno Unito di Danimarca.

Poco dopo venivano osservate alcune persone radunarsi nella spiaggia di Bøur, luogo che evidentemente gli ambientalisti ritenevano essere destinato alla tradizionale uccisione dei delfini. Nell’arcipelago esistono disposizioni che tutelano tali uccisioni ritenute forme di caccia tradizionale. Si tratta dell’ormai famoso Grindadráp.

Poco dopo il secondo annuncio Sea Shepherd iniziava a diffondere le immagini della macellazone. Il mare appare di colore rosso intenso.

La situazione precipita e gli ambientalisti annunciano il fermo di quattro volontari. Si tratta di una donna Sudafricana e di un Belga che, afferma Sea Shepherd, venivano arrestati. Da confermare, invece, l’arresto di altri due attivisti, un francese ed una donna di nazionalità italiana.

In serata l’annuncio di un altro gruppo di circa 150 cetacei (la specie è ancora da confermare) spinti nella spiaggia di Tórshavn. Una cinquantina sarebbero stati poi macellati. In questo secondo posto Sea Shepherd conferma l’arresto di un volontario lussemburghese. Rilasciato, invece, un francese.

Nei giorni scorsi Sea Shepherd ha avuto altri due attivisti arrestati. La nazionalità è tedesca e statunitense.

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