GEAPRESS – L’Islanda ha continuato questa estate ad esportare prodotti di balena, verso il Giappone. Questo nonostante la minaccia di sansioni avanzate dagli Stati Uniti e nonostante la palese violazione delle regole stabilite in sede di Commissione baleniera internazionale.

Ben 100 tonnellate di prodotti, per un valore di un milione e duecentomila euro, sono così volati verso i mercati giapponesi, mentre un quantitativo ancora superiore sarebbe pronto ad essere spedito. La balena cacciata dagli islandesi è la Balenottera comune, ovvero uno dei mammiferi più rari al mondo. L’Islanda, però, continua a cacciarle esportanto olio di balena anche verso la Norvegia, la Lettonia e le Isole Faroe.

L’industria baleniera islandese, appartenente ad un soggetto con buone conoscenze nella politica locale, è di fatto ben ricollegabile con le stesse attività della pesca di quel paese. L’Islanda, sebbene tramite interposte società con sede in altri paesi europei, esporta il suo pescato verso i mercati europei. In inghilterra, ad esempio, il noto piatto del fish and chips, è ottenuto prevalentemente con merluzzo o eglefino (un pesce simile al merluzzo) le cui razzie nel mare sono in buona buona parte di provenienza islandese.

Per le balene cacciate in Europa, non vi è purtroppo la stessa attenzione di quelle uccise dai giapponesi. Oltre all’Islanda, infatti, anche Norvegia e Groenlandia (quest’ultima una sorta di protettorato danese) si dedicano alla caccia alle balene. Per l’Islanda, tra l’altro, è tutto pronto per l’entrata nell’Unione Europea.

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