GEAPRESS – Sequestro di 30 chilogrammi di novellame di sarda (bianchetto) mentre stava per essere trasportato nel centro di Palermo per la vendita. Decine di migliaia di piccoli pesci, dentro tre secchi di plastica.

La Fiat Panda guidata dal ventiseienne era stata già adocchiata dalla Squadra Nautica della Questura di Palermo. Quando l’auto ha raggiunto via Messina Marine, è avvenuto il fermo. L’uomo è stato denunciato a piede libero. L’intervento si inquadra in un’ampia attività di controllo volta a limitare il fenomeno delle vendita di pescato in spregio dei vigenti divieti per alcune specie protette.

Sempre nelle ultime ore, altri 15 chilogrammi di bianchetto sono stati invece sequestrati ad Ardore (RC) nel corso di un intervento congiunto di mezzi di terra e di mare coordinati dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica. Dodici uomini coinvolti ad Ardore e a Siderno. In quest’ultimo centro, sono state sequestrate due reti tipo sciabiche in uso a pescatori non professionisti e per una lunghezza complessiva di 100 metri. Appena pochi giorni addietro altro sequestro di bianchetto era avvenuto a Taranto (vedi articolo GeaPress) nei pressi di Punta Rondinella.

10.000 ricci di mare, tutti reimmessi in mare, sono stati sequestrati a Santa Marinella, nei pressi di Civitavecchia, ad opera del Reparto Operativo navale della Guardia di Finanza. Appena pochi giorni addietro, altri 3000 ricci erano stati sequestrati dalla locale Capitaneria di Porto. I due pescatori ora fermati, sono di origine pugliese. Proprio in quella regione, sono infatti in uso ricette di cucina a base di riccio di mare ed i pescatori, soprattutto baresi, si spingono lungo le coste adriatiche fino alle Marche. Lungo la tirrenica, invece, sono stati fermati fino alle coste della Toscana.

Proprio in Toscana è ora avvenuta un’altra operazione della Capitaneria di Porto di Viareggio. Tale intervento fa seguito ad altro dei giorni scorsi avvenuto a Lucca. Oggetto dei controlli è la filiera della pesca, ed i luoghi attenzionati sono quelli della Garfagnana. Numerose violazioni sono state riscontrate in alcune rivendite di pesce. Prodotti in realtà scaduti così come pesce spacciato per fresco ed in realtà decongelato. Si trattava, in realtà, di pesce pescato nei luoghi e poi congelato. Era infine posto alla vendita con la dicitura di pesce fresco.

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