capodoglio spiaggiato
GEAPRESS – Dove siano andati, non lo sa più nessuno. Sono i quattro capodogli che lo scorso 13 settembre erano riusciti a riprendere il largo lasciando sulla spiaggia, ormai morte, tre femmine di cui una gravida. Ammesso che si tratti degli stessi animali, l’ultima volta, prima dello spiaggiamento, erano stati osservati il nove settembre in Croazia tra  Tijat e Zmajan.

A diramare le prime notizie sull’esame autoptico, è ora l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, anch’esso intervenuto nell’ambito della Rete Nazionale di Sorveglianza sui cetacei spiaggiati, nel corso delle necroscopie effettuate nella spiaggia della Riserva Naturale Regionale di Punta Aderici. I Capodogli, si spiaggiarono il 12 settembre.

Dalle prime indagini effettuate, due soggetti non mostravano lesioni macroscopiche evidenti mentre un capodoglio presentava una marcata compromissione renale.

Questi primi risultati precisa il Dr. Francesco Scholl – responsabile dell’Accettazione e refertazione dell’IZS Lazio e Toscana e referente per il Lazio della rete Nazionale di sorveglianza – saranno integrati dagli ulteriori esami tuttora in corso, necessari a fornire chiarimenti e ad emettere una ipotesi sulla causa dello spiaggiamento.

Nessuna notizia è stata invece diffusa in merito alle “bolle” di gas rinvenute nel sangue che avevano fatto presupporre un processo di cattiva decompressione dovuta ad una veloce risalita dai fondali. Tale ipotesi era stata da alcuni messa in correlazione con gli effetti delle tecniche utilizzate per le indagini petrolifere  nel Mar Adriatico.

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