capodoglio
GEAPRESS – Nessuna notizia, almeno fino  a poche ore addietro, dei quattro Capodogli che si è riusciti, dopo lunghi tentativi, a trasportare in mare aperto nella giornata di ieri. A riferirlo a GeaPress è la Guardia Costiera di Vasto (CH) che comunque continuerà a monitorare la situazione.

La preoccupazione, però, è evidente. Nessuno può escludere che gli animali non si siano completamente ristabiliti da un evento le cui cause rimangono ancora incerte o in attesa di conferma.

Ancor prima che un lancio ANSA rivelasse i primissimi risultati degli esami amatici eseguiti sui tre capodogli morti nell’arenile (in tutto si erano arenati quattro animali) un comunicato del WWF Abruzzo aveva posto l’attenzione sulla “risalita eccessivamente rapida degli animali spaventati“. Il riferimento era alla letteratura antecedente al caso di Vasto ed il particolare allo “spavento” che assalirebbe gli animali nel caso di suoni prodotti nel sottosuolo marino.

Onde sonore che potrebbero spaventare gli animali determinando una risalita scorretta, causa dell’embolia e successivi spiaggiamenti. In più paesi è nota la polemica per il cosiddetto “air-gun” utilizzato nella ricerca geosismica, ma anche per i sonar militari.

Proprio il giorno dopo l’allarme del WWF, l’ANSA usciva con la notizia relativa al gas nel sangue che sarebbe stato trovato nelle tre femmine, di cui una gravida, morte nell’arenile di Punta Aderci. Uno dei tre animali aveva inoltre pezzi di reti da pesca attorno alla bocca. Una presenza, quella del gas, per la quale si è ancora in attesa dei risultati definitivi (c’è chi ha parlato di inizio di processi putrefattivi) ma che ha subito scatenato le polemiche.

Come è noto in Adriatico insistono  attività petrolifere, specie lungo le coste della Croazia (dove sembra fossero stati osservati i Capodogli), oltre che previste al largo della stessa provincia di Chieti. Con un comunicato diffuso ieri dal WWF Abruzzo si punta il dito contro  il Decreto del Governo Monti che avrebbe “sdoganato” i progetti antecedenti ad altro Decreto, ovvero quella dell’ex Ministro Prestigiacomo, che aveva invece posto dei limiti a tali attività. Progetti che sarebbero ora tornati in pista grazie alla recente modifica del Codice Ambientale.

Una vera emergenza, sempre secondo il WWF Abruzzo, che andrebbe subito affrontata non solo dai Comuni interessati, ma anche con una maggiore sinergia delle Regioni che sono bagnate dal mare Adriatico.

Un mare, dunque, che si pone sempre più al centro dell’attenzione, con i suoi bassi fondali, una superficie limitata e per l’apporto di inquinanti provenienti da grandi fiumi che attraversano zone intensamente antropizzate.

Intanto, per i Capodogli, si attendono notizie. Sembra che si siano diretti a nord, anche se le acque più profonde sono a sud.

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