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GEAPRESS – Un’accusa molta pesante quella riportata da Sea Shepherd. Ad un subacqueo che stava documentando la raccolta di fauna selvatica finalizzata al commercio per gli acquari, sarebbe stato stato staccato il regolatore d’aria nel corso di un attacco non provocato e altamento pericoloso. Secondo Sea Shepherd il tutto sarebbe stato causato da un raccoglitore  di pesci di barriera corallina. I fatti sarebbero avvenuti lo scorso 8 maggio.

I sub di Sea Shepherd, riferisce la nota dell’associazione, si stavano avvicinando alla barriera corallina, quando si sono imbattuti in due sommozzatori  interessati alla raccolta di coralli e  pesci. A questo punto uno dei due, dirigendosi verso il sub di Sea Shepherd, gli avrebbe  tirato dalla bocca il regolatore d’aria.

Fortunatamente il sub di Sea Shepherd aveva una grande esperienza alla spalle e per questo è riuscito a rimettere il regolatore al suo posto.   Secondo Susan Hartland, Direttore Amministrativo di Sea Shepehrd USA, un subacqueo meno esperto poteva non essere così fortunato.

Dritto sulla deturpazione della barriera corralina e fino a che punto possono spingersi i raccoglitori di corallo, punta invece il  dito il Fondatore di Sea Shepherd, Capitano Paul Watson.

Le barriere coralline del mondo, sono ormai in uno stato di crisi. Per questo Sea Shepherd ha lanciato la campagna Operation Reef Defense; il fine è quello di preservare gli ecosistemi molto delicati che forniscono l’habitat a circa il 25 % di tutte le specie marine . Le attività umane , tra cui lo sfruttamento della pesca, lo sviluppo costiero , l’inquinamento e il cambiamento climatico , nonché la rimozione dalla barriera della fauna selvatica per il rifornimento degli hobby degli acquari, avrebbero , sempre secondo Sea Shepherd, un impatto devastante.

I fatti ora denunciati sarebbero avvenuti al largo della costa di Kona nelle isole Hawaii. Per quella stessa barriera Sea Shepherd riporta la stima di 350.000 animali prelevati annualmente. Alte mortalità vengono denunciate  già nelle prime fasi di cattura. Nei soli Stati Uniti gli animali annualmente importati per gli acquari sarebbero ben 11 milioni. Un dato, sembra riferire Sea Shepherd, che smentisce quanto comunemente creduto da chi possiede acquari marini, ovvero che  gli animali provengono da riproduzioni in cattività. Questa percentuale, sarebbe invece molto bassa. La stima di Sea Shepherd riporta invece fino al 98% di prelievi in natura.

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