caretta II
GEAPRESS – Una tartaruga marina che nuotava con difficoltà all’interno della darsena “Marinai d’Italia” del porto di Gioia Tauro (RC). Così è stata notata dal personale militare della Capitaneria di Porto. Una “Caretta caretta”, lunga circa 45 centimetri ed avente un peso di circa 15 chilogrammi che aveva ingoiato un amo proveniente da un palangaro. Si tratta, come è noto, di una lenza armata spesso con centinaia di ami.

La tartaruga una volta recuperata dai militari è stata trasportata presso la sede della Capitaneria di Porto di Gioia Tauro ove veniva successivamente consegnata al personale del Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone per il successivo ricovero.

La Guardia Costiera di Gioia Tauro tiene a sottolineare come, malgrado il lieto fine della vicenda,  questa non sia la prima volta che accadano tali eventi. Centinaia di cetacei, mammiferi marini e tartarughe, tutte specie in via di estinzione, restano ogni anno vittime di attrezzi da pesca spesso di tipo illegale, attrezzi utilizzati in maniera selvaggia, che stanno impoverendo le risorse faunistiche dei nostri mari in maniera irreversibile.

Uno dei fattori principali che determinano la diminuzione delle popolazioni di questi animali marini è proprio rappresentato dall’interazione accidentale con le attrezzature da pesca. Per una tartaruga rimanere impigliata in una rete o ad un amo da palangaro significa molto spesso la morte per annegamento o per gravi infezioni alle vie respiratorie. In questa occasione, grazie al tempestivo intervento degli uomini della Guardia Costiera di Gioia Tauro si è permesso di regalare ad un animale purtroppo a rischio di estinzione la speranza di poter riprendere presto il largo verso nuovi mari.

 

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