GEAPRESS – Che le cose iniziassero ad andare storto, si era iniziato a capire domenica mattina dal rafforzamento delle misure di polizia. Nella baia di Taiji, nel Giappone sud orientale, era scattata l’ora fatidica per il centinaio di delfini globicefalo e tursiope intrappolati nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress). La mattanza presto inizierà, avevano riferito gli attivisti di Sea Shepherd. E’ successo, invece, anche di peggio.

I pescatori di delfini ne hanno uccisi una quarantina sul centinaio catturati. La restante parte è rimasta nel mare rosso sangue. Saranno con tutta probabilità macellati oggi, a quattro giorni dalla cattura. Non è chiaro, invece, se altri delfini sono stati catturati per i delfinari, come il cucciolo di globicefalo, catturato assieme alla madre che è morta dopo giorni di agonia (vedi articolo GeaPress).

Cacciatori ed acquirenti, cercano di nascondere i loro misfatti. Non sempre, però, ci riescono e gli attivisti di Sea Shepherd sono riusciti a documentare uno di questi carichi (vedi foto). I delfini macellati vengono venduti nei locali dell’Unione pescatori. I pezzi, ancora grossolanamente sezionati, vengono disposti in grossi contenitori azzurri. Dalla baia di Taiji, riferisce Sea Shepherd, fuoriesce invece una lingua di mare rosso. Gli altri delfini attendono lì dentro la loro sorte. Delfinario o macellazione?

Intanto, a terra, si pulisce. E’ segnale che a breve scatterà la nuova mattanza.

Quella del Giappone, però, non è l’unica uccisione di massa di delfini. Anche in Europa si mangia delfino. Nelle isole Faroe, formalmente con autonomia amministrativa ma facenti parti del Regno di Danimarca, un numero ancora più elevato di delfini viene ogni anno macellato per gli usi culinari locali (vedi articolo GeaPress).

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