GEAPRESS – Le navi baleniere giapponesi Yushin Maru e Yushin Maru 2, hanno lasciato da qualche giorno il porto di Shimonoseki, nel Giappone meridionale. Ad attenderli una terza nave baleniera, la Nisshin Maru. Questa volta i cannoni motorizzati delle baleniere non punteranno verso i mari antartici, da dove sono state scacciate dalla flotta di Sea Shepherd (vedi articolo GeaPress), ma direttamente nel pacifico.

Il piano di caccia prevede 100 balenottere minori e dieci capodogli, animale, quest’ultimo, le cui popolazioni sono considerate in pericolo. Fino ad agosto, la caccia è aperta.

Le motivazioni addotte dal Gippone, sono sempre le stesse. Caccia, ma per motivi scientifici. Escamotage, questo, che ha consentito ad altre flotte baleniere di potere esportare il loro pescato verso i piatti nipponici. Corea del Sud, in particolare, ma anche l’Islanda.

Se l’escamotage scelto rappresenta sicuramente un azzardo, ancor più grave è l’autorizzazione concessa dalle autorità internazionali, a potere cacciare balene. L’ultima riunione della Commissione Baleniera Internazionale, svoltasi la scorso luglio nell’isola di Jersey, nel canale della Manica, si era conclusa con le gravissime accuse di corruzione in merito alla compravendita dei voti di taluni paesi. Il sospetto è che il Giappone possa avere in qualche maniera invogliato il voto a suo favore, da parte di alcuni paesi. Non solo voto a favore del Giappone, ma anche contro la creazione del Santuario dei Cetacei che i paesi latino americani vogliono già da tempo riconosciuto nell’Atlantico meridionale.

A breve, intanto, la Commissione Baleniera Internazionale, riprenderà i suoi lavori. Il paese ospitante sarà Panama ed in quella sede si riproporrà la creazione del santuario. Il Giappone, però, è già pronto ad ottenere gli stessi privilegi degli altri anni. Questo, almeno nelle sue acqua costiere.

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