GEAPRESS – Continua il monitoraggio della baia di Taiji, nel Giappone meridionale, in difesa dei delfini uccisi per la carne o venduti ai delfinari. Dopo l’effetto boomerang che si è avuto con l’arresto dell’attivista di Sea Shephed, poi assolto dall’accusa di aver spintonato un inserviente del Dolphin Resort di Taiji (vedi articolo GeaPress), è ora la volta di gruppi di nazionalisti.

Improvvisamente e inaspettatamente apparsi nei luoghi, stanno di fatto svolgendo il ruolo di provocatore. Circondano le automobili degli attivisti di Sea Shepherd, insultandoli e cercando di colpirli con gli sputi (vedi primo video). Si tratta prevalentemente di persone molto giovani, sia ragazze che ragazzi. La Polizia, così come denunciato da Sea Shepherd, non sembra particolarmente attiva nel contenere il gruppo di invasati cultori delle cacce di tradizione.

Ieri, però, si è permesso quanto di più incredibile e grave potesse succedere. Nel secondo filmato diffuso da Sea Shepherd (vedi secondo video) si vede una delle macchine degli ambientalisti tenuta sotto controllo dalla Polizia. Si andava, infatti, avvicinando un’automobile di nazionalisti munita di megafono. Quando questi ultimi sono arrivati, uno di loro ha tirato fuori una pistola puntandola contro la macchina di Sea Shepherd. Gli ambientalisti, a questo punto, hanno ingranato la marcia e sono corsi via. Raggiunti infine dalla polizia sono stati scortati in un posto sicuro.

Stamani la situazione è tornata calma, fanno sapere da Sea Shepherd, ma nessuno è stato arrestato per i gravi episodi. La polizia, secondo gli ambientalisti, è stata umiliata e presa in giro. Sappiamo di non essere le persone più simpatiche a Taiji, hanno detto i guardiani della baia, ma la polizia ha il dovere di fare rispettare la legge e mantenere la pace. Il sospetto, però, è che ciò possa risultare finanche sgradevole.

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