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GEAPRESS – Dopo due giorni di pace nella baia giapponese di Taiji, sono riprese le macellazioni dei delfini catturati in mare. Circa la metà di una settantina di Stenelle, prelevate nelle scorse ore poco al largo di Taiji, sono state  in queste ore uccise. La restante parte è invece tornata in mare.

Le barche erano salpate nonostante il brutto tempo. Una dura lotta, riferisce Sea Shepherd, tra le imbarcazioni dei pescatori ed i delfini che cercavano di riguadagnare in mare. Raggiunta la baia, sono state tirate le reti che precludono ogni via di fuga.   La macellazione è iniziata subito. Per uccidere i poveri animali è stata utilizzata la famigerata bacchetta introdotta nello sfiatatoio. Un colpo secco che recide il midollo. La morte, però, non sopraggiunge subito.  Secondo una nota diffusa da Sea Shepherd, nuomersi delfini vengono legati alle barche ancora tremanti.

Una volta deceduti, i corpi dei cetacei vengono trasferiti nella struttura  ove avviene la macellazione. Questa zona è interdetta ad occhi indiscreti. Il tutto si svolge al di sotto di spessi teloni blu.

Il massacro si è concluso intorno alle ore dieci di oggi, più o meno quanto le principali testate internazionali iniziavano a riprendere un lancio della Reuters di alcune ore addietro. A Fukushima cento tonnellate di acqua contaminata sarebbero fuoriuscite  da uno dei serbatoi. A quanto pare l’acqua non ha raggiunto l’oceano anche se in quella zona non vi è drenaggio.

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