GEAPRESS – Per capire il danno arrecato dalla pesca del cosiddetto bianchetto, ovvero neonata di sarda, basta guardare cosa questo comporta al mare e non solo alle future (mancate) sarde. La rete con la quale si deve catturare un pesce neonato deve essere necessariamente … piccola. Incredibilmente piccola. Le maglie misurano, infatti, non oltre tre millimetri. Praticamente un muro che fa passare solo l’acqua.. Basterebbe questo, magari, per rendere più cauti gli interventi del Governatore ligure Burlando che vorrebbe riaperta la pesca al bianchetto. Burlando è scandalizzato perché alla Spagna la (disastrosa) pesca è stata, invece, autorizzata dalla UE. Secondo l’ENPA di Savona, però, le cose non stanno esattamente così. Il progetto di pesca in deroga presentato all’Unione Europea dal governo italiano ed elaborato dalla Regione Liguria, sarà probabilmente autorizzato dopo aprile e quindi a stagione di pesca conclusa. Un ritardo burocratico, insomma, che però, secondo l’ENPA savonese, dopo anni di pesche selvagge darà alla creature del mare una primavera tranquilla e fertile.

Nei giorni scorsi centinaia di chili di bianchetto sono stati sequestrati dalle Capitanerie di Porto a Corigliano Calabro, Melito Porto Salvo e Gioia Tauro in Calabria. Poi altri sequestri a Modica (RG) eseguiti dai Carabinieri, ed altri ancora a  Gela, Porticello, in provincia di Palermo, e Venezia. In questi ultimi tre casi si trattava di tonno rosso. L’ultimo del quale se ne ha notizia, proprio ieri è di nuovo neonata. Quattrocento chili sequestrati dalla Guardia di Finanza, all’interno di un furgone che viaggiava in direzione del capoluogo siciliano.

I pescatori lavorano in maniera organizzata e divisi in gruppi con funzioni ben precise. Nel sequestro di Porticello (PA), frutto di una operazione congiunta della Capitaneria di Porto e della Polizia di Stato, sono stati rinvenuti ben 186 tonni rosso di cui 45 sotto misura. I bracconieri di mare operavano con almeno tre diversi gruppi. Un peschereccio senza alcuna autorizzazione per la pesca del tonno, una unità di appoggio, mentre a terra era in attesa un furgone. Alcuni tonni venivano inoltre rinvenuti in mare legati ad una boa. Evidentemente erano in attesa che qualcuno li prelevasse. Il valore del pescato, pari a 125.000 euro, giustificava una organizzazione così articolata. In un’ intervista che questa estate GeaPress fece al Comandante della Capitaneria di Porto di Sciacca, Tenente di Vascello Daniele Governale (vedi articolo GeaPress), venne illustrata una organizzazione meticolosa che, all’una di notte, tentava addirittura di spiare ed anticipare i movimenti dei militari.

Tutto per la grande industria del pesce? Non solo. Sempre questa estate (vedi articolo GeaPress) il Comandante della Capitaneria di Porto de La Maddalena, Capitano di Fregata Fabio Poletto, rivolse accorato appello affinché venisse rispettato il mare. Il danno, di notevole rilevanza, in quel caso era dato dalla pesca spesso praticata dai cosiddetti pescatori sportivi. Il terminale erano i ristoranti locali.

Un quadro allarmante che, nei sequestri di questi ultimi giorni, riflette una situazione di diffusa illegalità documentabile con più interventi quotidiani. Dai ricci di mari alle vongole chioggiane, passando per gli allevamenti di cozze nel Mar Piccolo di Taranto (due sequestri in pochi giorni).

Solo nel 2010, e solo le Capitanerie di Porto, hanno effettuato 121.154 controlli nella filiera della pesca (dal mare al ristorante) contestando sanzioni pari a 7,254 milioni di euro e sequestrando 425 mila chilogrammi di pescato. I dati, diffusi dallo stesso Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, non giustificherebbero, però, l’inserimento dell’Italia in alcuna black list (come fatto dagli americani). Più che una sottovalutazione, considerata l’entità delle cifre e quello che sta succedendo in questi giorni, sembra quasi una dichiarazione di solidarietà. Forse perché i pescatori, in quella black list, non dovrebbero stare da soli, considerato che i motopesca multati hanno spesso goduto di agevolazioni e finanziamenti.

Per il Ministro, ad ogni modo, non sono dati allarmistici e propone per i pescatori la licenza di pesca a punti. Sì, così, poi, si va come alla scuola guida e si riacquistano, magari con l’aggiunta di un bel finanziamento come quello che ha consentito alle imbarcazioni a strascico, ricorda l’ENPA di Savona, di convertirsi in illegali spadare e ferrettare. Sarà un caso che i giapponesi, praticamente i quasi unici acquirenti del nostro tonno, si sono permessi pure di ironizzare sul fatto che non acquisteranno più dai paesi che non rispettano le quote stabilite dall’Unione Europa? Più che ronzare, le orecchie di qualcuno avrebbero dovuto avvertire una pernacchia. Vediamo ora cosa il nostro Ministero proporrà per metterci alla berlina sul novellame ligure.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati