GEAPRESS – Il Cesio rintracciato nella carne di alcuni Tonni rossi pescati al largo della California proviene sicuramente dal plesso nucleare di Fukushima. Dalle analisi del Tonno pinna gialla e del Tonno rosso che migra a sud della California (diversa rotta rispetto a quelli che presentavano le tracce di cesio), si è avuto modo di riscontrare l’assenza di radiottività. Sebbene i quantitativi registrati sono al di sotto di livelli significativi, la presenza del metallo radioattivo preoccupa non poco.

Gli stessi tonni, l’anno prossimo, si ritroveranno nuovamente a passare dal mare di Fukushima. Il Cesio dimezza la sua radioattività in circa trenta anni mentre nessuno ha ancora valutato la presenza in mare di un altro metallo, quale il Plutonio, i cui tempi di decadimento sono addirittura di 24.000 anni. La presenza del metallo altamente tossico è stata però rilevata in più punti attorno al plesso nucleare e proverrebbe in modo particolare da uno dei reattori danneggiati nel corso del maremoto del marzo dello scorso anno.

Cosa possa significare negli anni futuri la presenza di più elementi radioattivi dispersi nell’oceano pacifico, nessuno può ancora dirlo. Giova appena ricordare che il Tonno ha assimilato il Cesio, quale predatore sia di piccole prede, come il krill, che di pesci. Questi elementi, cioè, sono già entrati nella catena alimentare dell’oceano pacifico. Nei mari giapponesi avviene inoltre la deposizione delle uova. Sebbene il livello dei due isotopi di cesio (cesio 134 e cesio 137) sia al di sotto delle soglie di allarme, si tratta pur sempre di quantitativi di dieci volte superiori alla norma. Quello che preoccupa, ora, è la ciclicità con la quale questi pesci si trovano a passare nei mari del Giappone (inquinato).

A rilevare la presenza del Cesio sono stati i ricercatori delle Università statunitensi di Stanford e Stony Brook.

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