GEAPRESS – Gli Italiani hanno “sbafato” proprio tutto.  La data limite del Fish Dependance Day  per l’Europa  è fissata al  2 luglio 2011: gli Italiani, questa volta, sono arrivati in anticipo. Bel primato!  Il 30 aprile scorso è stato mangiato l’ultimo pesce italiano.  Restano l’importazione e l’allevamento.

Alcune date della “dipendenza” di altri Stati europei ci fanno sapere che gli Italiani stanno comunque in ‘cattiva’ compagnia, e sono secondi solo ai Portoghesi ed ai Tedeschi.

La classifica: Portogallo, 26 aprile; Germania 27 aprile; Italia, 30 aprile; Spagna, 8 maggio;  Francia, 13 giugno; Regno Unito, 16 luglio.
Di questi tempi è impensabile che si ripeta il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, quindi gli italiani ingordi dipenderanno dai mercati extra UE, così potranno impoverire ulteriormente il sud del mondo!

Il dossier Fish Dependance Day, presentato da NEF (New Economics Foundation) ed OCEAN2012, mette in evidenza che l’Italia ha il peggiore squilibrio commerciale di tutti i paesi degli Stati Membri, 37% di importazioni in più.

Il rapporto mostra il limite, superato il quale, gli Stati della UE importano pesce. Ovviamente lo studio considera i Pesci come risorsa rinnovabile e non come miliardi di viventi sacrificati per la gola degli umani, quindi il rapporto si limita a dare l’allarme relativo allo squilibrio consumo/tempo di ripopolamento. Infatti i miliardi di viventi catturati e fatti morire per asfissia vengono definiti “stock ittici europei”, nessun diritto all’individualità, nemmeno ad un numero,  solo chilogrammi, come i polli, i tacchini, gli agnelli, i capretti. Dei 46 “stock ittici” mediterranei esaminati, il 54% sono allo stremo. I mari assomigliano sempre di più a deserti.  Intanto si aspetta la Riforma europea della Politica della Pesca, che dovrebbe arrivare a conclusione nel 2013.

Nel dossier è  anche sottolineato il fallimento dell’acquacoltura, e questo fallimento , da un punto di vista etico,  è l’unico punto positivo. Nelle vasche dell’acquacultura i pesci vivono una vita breve e terribile, molto simile a quella delle ovaiole, a quella dei detenuti negli allevamenti zootecnici.

Per il Presidente di  Federcoopesca-Confcooperative, Massimo Coccia, non esiste nessun allarmismo “oltre due pesci su tre acquistati in Italia” precisa ” sono pescati all’estero“. Oltre due pesci su tre fanno mezzo pesce?

Coldiretti ImpresaPesca chiede, invece,  un fermo pesca di quattro mesi, dal 1° giugno al 30 settembre; lo stesso Presidente della Coldiretti ImpresPesca, ammette che “ lo sforzo messo in atto negli ultimi 20 anni dai sistemi a traino ha superato la capacità di tenuta dell’ecosistema“. Contemporaneamente chiede ‘deroghe’ per le flotte con bassa potenza motore!

E se vietassimo del tutto la pesca? Se cominciassimo  a riconciliarci con la natura partendo dal mare? (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).