GEAPRESS – Catturati tramite il ricorso a potenti motopesca. I tonni vengono circondati da enormi reti circolari. Questa la circuizione. Di fatto un rastrellamento di tonni che può tra l’altro far rimanere bloccati anche altri abitanti del mare.

Il vantaggio di questa tecnica è che il tonno rimane vivo e può essere “allevato” in gabbie posizionate in mare. Di fatto gli animali vengono uccisi quando il loro prezzo aumenta, specie nei mercati giapponesi.

Regina delle tecniche di circuizione è la Campania, regione dove operano intermediari giapponesi e concessioni in mare per i cosiddetti allevamenti. Come quello sequestrato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Salerno, Sezione Operativa Navale, nei pressi di Cetara (vedi foto). 24.000 metri quadrati di superficie marina demaniale senza più le autorizzazioni necessarie. Impianto sequestrato e deferimento all’Autorità Giudiziaria del titolare. L’uccisione e macellazione dei tonni dovrebbe comunque essere sempre possibile, previa autorizzazione.

Già nell’agosto 2010 un altro impianto era stato sequestrato in Calabria dalla Capitaneria di Porto territorialmente competente (vedi articolo GeaPress). Le gabbie insistevano addirittura all’interno di un Parco marino regionale.

Una grama fine per i tonni. Rastrellati in mare ed in attesa della morte che arriverà nel momento più opportuno dettato dal mercato. Proprio nelle settimane scorse, l’Italia si è fatta pure portavoce di una istanza non solo volta ad aumentare le quote del pescato, ma anche a poter utilizzare gli aerei per la loro individuazione e successiva cattura (vedi articolo GeaPress).

Non è dato sapere come la Commissaria europea alla pesca, Maria Damanaki, vero incubo per proposte di tal genere, abbia accolto la proposta.

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