GEAPRESS – Per favore non prendetevela con il bambino, riferisce Sea Shepherd che ha diffuso l’agghiacciante fotografia. Un bambino europeo. Un bambino delle Isole Fær Øer. Ampia autonomia amministrativa, ma pur sempre Regno Unito di Danimarca. Sea Shepherd non specifica la località costiera dove è stata scattata la fotografia né quando è stata fatta, ma il problema è comunque attuale. Quel bambino potrebbe tranquillamente essere un pescatore dei nostri giorni, come di cinquanta anni addietro.

I delfini, infatti, continuano in questi giorni ad essere uccisi in una sorta di pubblica festa. Il bambino, probabilmente, è stato fotografato nel porto di Fuglafjørður. Nella rada, infatti, avviene la strage dei delfini globicefalo (vedi articolo GeaPress). 719 uccisi quest’anno, ha riferito Sea Shepherd. 719 contro i poco più di 200 che sono stati uccisi a Taiji, il porto della strage giapponese. In questo caso, però, non solo carne ma anche delfini da inviare negli zoo d’acqua. Altro luogo, quello di Taiji, dove è attivo un presidio di Sea Shepehrd.

Il bambino, sullo sfondo del mare insanguinato, tiene sorridente un feto di globicefalo. La madre, con il ventre squarciato, è nei pressi. Uccisa, però, non più per cibo (ammesso che possa essere ancora giustificato) ma per sport. La denuncia di Sea Shepherd è secca. In quelle isole, dietro la strage, non vi è oramai più alcuna rilevanza economica. Si ammazza, cioè, per uso e tradizione. La madre macellata nei pressi e il piccolo feto diventato giocattolo per il bambino sorridente. Il tutto, dicono gli ambientalisti, nella civile Europa.

Nessun basso prelievo per scopi alimentari ecosostenibili, dicono da Sea Shepherd richiamando chi tenta di far passare tale motivazione come giustificazione del bagno di sangue. Solo una mattanza ad alto livello. Una tradizione, evidentemente, da inculcare fin da piccoli. Crescendo senza sangue, forse, le opinioni potrebbero divergere.

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